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In corso a Marradi (Firenze) il Simposio europeo con oltre 200 delegati

Presentato il libro bianco sul castagno. Italia forte importatore

Per una nazione come l'Italia, il castagno, coltivato in maniera professionale, potrebbe diventare una specie frutticola come fonte di reddito principale per l'azienda agricola. Invece mediamente il settore è arretrato, a parte qualche isolato caso. Un dato su tutti: l'Italia importa, a seconda delle annate, circa il 60% delle castagne (e marroni) che consuma.



Queste sono alcune delle informazioni scaturite ieri, 14 settembre 2017, all'VIII edizione di Eurocasta, incontro europeo della castagna, svoltosi a Marradi, sull'Appennino in provincia di Firenze. Organizzato dall'Areflh e dal Centro di studio e documentazione sul castagno (Csdc), l'evento ha riscosso un notevole successo: circa 200 accreditati di cui 65 stranieri provenienti da Portogallo, Francia, Spagna e Cile.



Coordinatori dell'evento Elvio Bellini e Luciano Trentini. Sono intervenuti anche l'assessore all'agricoltura della regione Toscana, Marco Remaschi, e la presidente Areflh Simona Caselli. Jean Luc Bellat ha presentato il Libro Bianco sulla castanicoltura. A livello mondiale la produzione (dati 2014) ammonta a 2,1 milioni di tonnellate. Il primo paese produttore è la Cina con 1,6 milioni di tonnellate. In Europa la produzione è di circa 194mila tonnellate di cui un quarto, circa 51mila tons, in Italia. La Turchia è un grosso produttore con quasi 64mila tonnellate.


Paesi da cui l'Italia importa castagne

Nel 2015 l'Italia ha importato 32mila tonnellate per un valore di 95 milioni di euro. Il 37% delle castagne è arrivato dalla Spagna, il 22% dal Portogallo, il 10% dall'Albania, il 9% dalla Grecia. Circa le esportazioni, i dati sono relativi al 2014 e sono state pari a 12,5 mila tons. La principale regione esportatrice è la Campania (65% del totale) seguita dal Piemonte (12%).


Trasformazione delle castagne a livello europeo

"Siamo estremamente soddisfatti della prima giornata - ha commentato a FreshPlaza Luciano Trentini - soprattutto per la grande attenzione da parte degli operatori non solo italiani, ma anche esteri. Credo che la collaborazione fra Areflh e Csdc sia fondamentale per divulgare le potenzialità di questa coltura. Occorre pensare al castagno come un frutteto specializzato e in questo modo potrà dare reddito ai produttori dell'alta collina/prima montagna".



La seconda giornata dell'Eurocasta si svolge oggi, 15 settembre 2017, con le visite tecniche nelle aziende.

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