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Fragola: regina della seconda giornata di Macfrut

E' il simbolo dell'edizione 2017 di Macfrut: la fragola. "E' un frutto che decine di anni fa aveva avuto un gran sviluppo, soprattutto in Romagna - ha dichiarato Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera - poi anche in Italia. Ma subito dopo ha avuto un tracollo. Si produceva poco perché non si vendeva più. Ora, da problema sta diventando nuovamente un'opportunità. La Basilicata, per esempio, è rinata con la produzione della fragola. Per questo motivo abbiamo pensato di prenderla a simbolo del Macfrut 2017. Fragola come riscatto di tutto il settore dell'ortofrutta".



Focus, quello della prima parte del convegno Strawberry Talks, su innovazione varietale e sull'immenso lavoro che stanno facendo i vari gruppi di ricerca in tutta Europa per mettere a punto un tipo di varietà che resista a temperature molto fredde e si adatti a vari tipi di terreno. L'obiettivo è di ottenere una continuità stagionale della fragola sul mercato dando la possibilità ai consumatori di acquistarle sia d'estate sia d'inverno. Una scelta non semplice dal momento che è probabile che da 200 selezioni, se si è fortunati, si arriverà a una sola varietà. I tempi di lavoro e di ricerca sono molto lunghi e complicati.

"La Melissa - ha spiegato Nicola Tufaro (Nova Siri Genetics) - è nata nel 2010, quindi 7 anni fa, ma era stata concepita ben 4 anni prima. E solo nell'ultimo anno sta diventando una realtà sul mercato". Jesus Medina di Ifapa, Huelva, ha illustrato le tendenze legate alle varietà adatte agli ambienti mediterranei, mentre Bruno Mezzetti dell'Università Politecnica delle Marche ha completato il panorama illustrando il miglioramento genetico per varietà adatte agli ambienti continentali.

Sulle novità del breeding fragola si è espresso un gruppo di costitutori formato da Gianluca Baruzzi del Crea Frutticoltura, Michele Montanari, Raggi e Geoplant-New Fruits, Emilio Fuertes, Planasa, Carmen Leida, Mazzoni, Salvi e Tagliani-Civ, Bruno Mezzetti dell'Università Politecnica delle Marche e Nicola Tufaro di Nova Siri Genetics. "L'innovazione varietale è un ambito di sempre maggior interesse per tutti gli operatori del settore - ha affermato Baruzzi - in primis per i produttori ma anche per i vivaisti, gli operatori commerciali, fino ad arrivare al consumatore che comincia a riconoscere le diverse varietà nel prodotto che acquista".

Tra le altre varietà che sono state citate ci sono la Murano, varietà di fragola con grande adattabilità al terreno e che trova riscontro positivo soprattutto nelle zone in cui i tempi di raccolta sono lunghi. La Candonga, varietà rustica, con una buona resilienza, buon sapore, alta qualità. Si contraddistingue dalle altre fragole perché ha una buona conservazione e soprattutto richiede pochi trattamenti fitosanitari perché è resistente. È una fragola sostenibile. La Melissa è una fragola di grande lucentezza e con ottime qualità nutriceutiche. La sua forza è la precocità abbinata alla qualità. Quest'anno, per esempio, a guadagnare sono stati solo i produttori che avevano fragole con queste caratteristiche. Il primo raccolto, quello più precoce, ha avuto un'ottima resa in termini economici, poi il resto del raccolto ha dato poco. I produttori hanno fatto fatica a coprire le spese.



Nel pomeriggio, la seconda parte del convegno si è concentrata sull'esaminare il mercato e il consumo di fragole. Paolo Bruni del Cso ha fornito qualche numero relativo alla sua produzione. "In Italia sono 3.640 gli ettari coltivati a fragole e l'80% riguarda la coltivazione protetta - ha spiegato - Non ci sono quasi più campi all'aperto dove le fragole devono combattere con le variazioni meteorologiche e gli attacchi parassitari. Quindi oggi come oggi le fragole hanno molto meno residui da trattamenti fitosanitari".

"Solo in Basilicata - è intervenuto Luca Braia della Regione Basilicata - sono 1.000 gli ettari coltivati a fragola per un fatturato pari a 80 milioni di euro. Un settore che coinvolge 11.000 addetti. Siamo stati bravi anche a comunicare e a fare marketing sul brand Candonga. Talmente bravi che non è più il territorio a dare valore alla fragola, ma la fragola al territorio".

Pietro Ciardello di Coop Sole si è soffermato sull'importanza di migliorare la comunicazione sugli aspetti salutari della fragola. Ci sono ancora pregiudizi relativi all'utilizzo di agrofarmaci in maniera massiva. "Al giorno d'oggi - ha spiegato Ciardello - le fragole sono molto controllate, direi sostenibili, perché vengono coltivate in colture protette, con irrigazioni sotterranee, in zone ventilate e controllate da insetti utili".

Sul futuro della fragola, è scaturito che sia necessario guardare a quei mercati che potrebbero essere ancora più ricettivi al prodotto italiano. Primo fra tutti la Norvegia che paga molto bene le fragole e per ora non annovera l'Italia tra i Paesi da cui le acquista. Anche la Francia può essere un'opportunità per l'Italia: nell'ultimo anno è cresciuto il consumo interno di fragole ma il consumatore francese non ha ancora l'abitudine di mangiarle a merenda o come snack. Il prodotto italiano presentato con questa finalità e con il giusto packaging potrebbe riscontrare un ottimo successo.

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