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La storia del ciliegino Tredicy: l'ultimo nato in casa Syngenta

L'ultima frontiera sul mercato del pomodoro da mensa - che in Italia è molto segmentato in termini di produzione e consumo - si apre in Sicilia, regione leader in termini di coltivazione e valore.

Bruno Busin
(Technical Crop Manager Vegetables Syngenta), ci racconta: "Nell'ultimo decennio, il segmento del ciliegino ha conosciuto un'importante incremento, fino ad arrivare a rappresentare un terzo del valore complessivo del mercato delle sementi per il pomodoro fresco. Syngenta era presente nel ciclo estivo, ma aveva una posizione relativamente marginale in quello invernale".



Per far fronte all'esigenza di entrare in quel segmento e di sviluppare ibridi adatti per il mercato italiano in tempi brevi, i team R&D e di Marketing dedicati alla coltura, hanno unito forze e risorse per sviluppare una linea di breeding, dedicata al mercato nazionale, allestendo un Centro di ricerca in Sicilia, ad Acate (RG), ossia nel bel mezzo della terra vocata al ciliegino.


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"Questa scelta - spiega Busin - ha consentito di identificare le varietà migliori per clima e territorio, grazie soprattutto alla possibilità di testarle direttamente in Italia e, fin dalle prime fasi di selezione varietale, di accelerare i tempi di introduzione rispetto a quando il pomodorino veniva sviluppato nelle Stazioni di ricerca di Agadir (Marocco) o Almeria (Spagna), dove Syngenta tradizionalmente portava avanti le proprie attività di breeding su questo segmento. Una scelta vincente, dunque, grazie alla quale si è giunti all'identificazione della varietà Tredicy, 100% made in Sicily, dopo soli tre anni di screening varietale".



Un risultato davvero stupefacente, se si considera che analoghi percorsi hanno una durata doppia di tempo.

La nascita di un pomodorino di razza

Ci siamo recati presso la Stazione di ricerca di Acate, diretta dall'agronomo Giorgio Pollara (Trialing Expert EAME Syngenta). Il centro appare immediatamente per quello che è: una struttura finalizzata alla ricerca, per un'estensione di oltre un ettaro, dove la produzione, sebbene l'approccio sia scientifico, segue modalità di coltivazioni simili a quelli di una comune azienda agricola locale. L'idea, s'intuisce chiaramente, è quella di ricreare condizioni in serra il più possibile reali.

Il nostro contatto sul posto è stato Giovanni De Caro (Product Selection Lead Solanacee Italia - nella foto qui sotto), il quale ci ha spiegato il lavoro che si svolge in questa importantissima struttura e, nello specifico, le peculiarità del ciliegino Tredicy "che nasce dall'emergente esigenza di mercato di avere un cherry dalle marcate caratteristiche in termini di conservabilità (la c.d. long shelf life - n.d.r.), resa in produttività, facilità di coltivazione, sapore sovrapponibile alla grande tradizione siciliana e un aspetto estetico superiore".



Un prodotto finito con siffatte qualità, non può che nascere da uno studio approfondito, dato che la globalizzazione negli ultimi anni ha spostato il baricentro del breeding dalla sapidità alla tenuta. Chi e come ha creato Tredicy, che sembra assolvere ad entrambe le caratteristiche, con l'aggiunta della presentazione di indubbia bellezza?

"La parte specialistica nasce grazie alla nostra genetista in Spagna, la dr.ssa Pilar Checa, che conserva per Syngenta il patrimonio genetico. Ma la trafila che porta al risultato finale nasce altrove - risponde De Caro - La varietà è stata creata sulla base delle esigenze dei consumatori, sempre più selettivi negli acquisti nel ramo food. Quindi, fatta la scelta commerciale si passa al genetista, che compie un lungo percorso snodato tra incroci di ibridi, prove in serra e scambi continui con gli agronomi Syngenta sul luogo di sperimentazione, come questa Stazione che si trova nell'agro di Acate, cioè nel cuore della fascia trasformata siciliana, cioè la patria per eccellenza delle primizie".



Come si evince dall'ultimo 'Catalogo Syngenta', la compagnia ha un notevole background maturato negli anni, in diversi segmenti, tutti molto apprezzati dai produttori siciliani (e non solo, evidentemente) che vedono i frutti delle proprie coltivazioni commercializzate con successo in Italia e in Europa. Tra i segmenti più importanti sembra però collocarsi il Cherry. Come si coniuga Tredicy con questa importante eredità?

"Tredici è una varietà altamente produttiva - spiega l'agronomo siciliano - che riesce a rispondere da una parte alle esigenze del produttore e, dall'altra, ai canoni commerciali e di tendenza dei consumatori".



"Particolarmente apprezzate dai produttori sono gli internodi molto corti, un'alta frequenza di double cluster ossia di doppio grappolo che, in questo tipo di pomodorino, - tiene a precisare De Caro - per le sue particolari caratteristiche agronomiche, si traduce sempre in maggiore resa produttiva, perché il grappolo del pomodorino Tredicy mantiene lunghezza e pezzatura, oltre che sapidità e bellezza intrinseca".



Che dire? Tredicy sembra essere la risposta dell'industria sementiera a una moltitudine di bisogni del mercato globale ma riesce anche a soddisfare i palati più esigenti, sposando in pieno le tradizioni siciliane in termini di gusto. Questo ciliegino, dopo averlo visto e assaggiato, merita di essere tenuto sotto osservazione. Noi vi facciamo la promessa di svelarvi, a breve, le specifiche di resistenza alle fitopatologie, proprio in un momento storico difficile come l'attuale per l'interno comparto locale.

Alla prossima puntata!

Gaetano Piccione

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