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Per gli agrumi di qualita' si spinge per la spedizione aerea o su rotaia

Cso, prove tecniche di avvicinamento alla Cina

Ottimo riscontro per il workshop organizzato da Freshfel Europe e CIQA (Servizio Ispezioni Fitosanitarie Cinese) a Pechino con lo scopo di creare una base di conoscenza comune per le future relazioni commerciali, comprendere i rispettivi sistemi produttivi e soprattutto i quattro pilastri essenziali dello scambio commerciale tra i due Paesi: l'accesso al mercato, le politiche fitosanitarie e i requisiti necessari, le politiche di sicurezza alimentare e i requisiti richiesti, le procedure specifiche per i diversi prodotti.

Il format del workshop, molto efficace e apprezzato, ha focalizzato, con interventi a due voci seguiti da discussione, tutti i temi importanti relativi agli scambi tra Europa e Cina con relazioni di Woo Huao, direttore della Biosecurity Division dell'AQSIQ, Jerome Lepeintre, capo della sezione agricoltura della delegazione europea in Cina Li Li, direttrice dell'Economic crop division del ministero dell'agricoltura cinese.

L'Italia ha presentato lo stato dell'arte per kiwi, mele, pere, agrumi con un intervento nella sessione business case dedicata alle imprese e alle problematiche di scambio.



"Abbiamo avuto l'opportunità - dichiara Simona Rubbi, responsabile apertura nuovi mercati di CSO Italy - di presentare una fotografia chiara e analitica della situazione degli scambi commerciali di ortofrutta italiana in Cina con le ottime performance del kiwi, la crescita del kiwi giallo e le grandi potenzialità per lo sviluppo del mercato di pere, mele e agrumi".

"Per quanto riguarda gli agrumi - dichiara Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer e presidente di Fruitimprese Sicilia - abbiamo esposto con chiarezza lo stato dell'arte chiedendo che l'accordo tra Cina e Italia, siglato a gennaio 2016, sia applicato dalla campagna in corso e che sia inclusa in futuro la possibilità di effettuare il trasporto degli agrumi via aereo o treno oltre che via nave. Questa apertura è fondamentale per garantire l'arrivo di un prodotto di qualità eccellente e ritengo che il workshop di Pechino ci abbia offerto una grande opportunità".

"Dal tavolo - sottolinea Laudani - è stata ribadita l'importanza di confrontarsi sulle norme che regolano la Food Safety in Europa, perché è complessa. Il dialogo aumenta la comprensione e contribuisce a creare un clima di fiducia. Per questo occorrerà rendere ancora più consapevoli e informati i cinesi della complessità delle nostre norme comunitarie in materia di sicurezza alimentare, sia per limitare la pressione durante i negoziati per l'esportazione di nuovi prodotti ortofrutticoli verso la Cina, sia per indicare agli esportatori cinesi quale è la via per entrare in Europa nel pieno rispetto delle regole, che valgono per tutti, produttori europei e non".

Per quanto riguarda mele e pere è stato evidenziato il fatto che il Ministero italiano ha inviato alle autorità cinesi una comunicazione ufficiale nel marzo 2015, con la richiesta di apertura ufficiale dei negoziati per l'export, ma tale richiesta non ha ancora avuto risposta. "Abbiamo colto l'occasione del workshop - dichiara Giulia Montanaro di Assomela - per presentare l'opportunità di avviare subito i negoziati per mele e pere congiuntamente e con la massima urgenza".

La delegazione italiana ha apprezzato molto la presenza e il supporto concreto offerto da Enrico Berti, primo segretario dell'Ufficio economico e commerciale e da Raffaella Danielato dell'Ufficio economico e commerciale dell'Ambasciata italiana a Pechino, nonché del Ministero delle Politiche agricole.

Inoltre è emersa una chiara sintonia tra i rappresentanti dei 6 Paesi europei partecipanti alla missione nel ribadire che sarebbe necessaria una regia comunitaria nei negoziati, nonostante la Cina abbia ribadito che le trattative devono essere fatte autonomamente da ciascuno Stato membro. Complessivamente l'iniziativa di Freshfel ha colto nel segno mettendo in luce le opportunità di un mercato immenso, ma soprattutto la necessità di un approccio di confronto e scambio costante con le autorità cinesi per far comprendere a pieno, modalità di produzione, sistemi di difesa, trasporto e logistica dell'ortofrutta italiana.

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