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Dopo anni di crescita, aumento minimo in 12 mesi

Causa sfiducia dei consumatori, nel 2016 si arresta la crescita della IV gamma

Un primo dato che emerge dai dati presentati ieri 27 ottobre 2016 al Cibus Tec di Parma, all'interno del Vegetable Innovation Lab, è che la battuta d'arresto registrata dalla IV gamma in questi ultimi 12 mesi è - o quantomeno si spera essere - una parentesi in una crescita che si stima continuerà nei prossimi anni.

Dai dati presentati da Raffaello Bernardi, della SG Marketing, si nota come il settore della IV gamma si stia dimostrando il più performante all'interno della macro-categoria frutta e verdura, per quanto parliamo ancora di un settore che in Italia vale appena il 3% del mercato. Dal 2010 al 2015 il settore è cresciuto del 9%, molto più del fresco. Le previsioni danno il settore ancora in crescita per i prossimi anni: +7,5% da qui al 2020.


Raffaello Bernardi, della SG Marketing, ieri al Cibus Tec, durante l'intervento sulla IV gamma.

In questa cornice, l'ultimo anno è andato decisamente in controtendenza. In 12 mesi, da agosto 2015 ad agosto 2016, il mercato della IV gamma è cresciuto di appena +0,3% nei volumi e con notevoli differenze territoriali, con una piccola flessione sul fronte del valore delle vendite (il prezzo medio di vendita, peraltro molto stabile negli anni, è calato di un 10 centesimi); una bella differenza rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (agosto 2014-agosto 2015), quando il mercato era cresciuto in volume del 6,4%.


La variazione delle vendite di prodotti di IV gamma nei periodi agosto 2014-agosto 2015 e agosto 2015-agosto 2016 in base all'area geografica. Clicca qui per consultare il grafico a dimensioni maggiori. (Grafico rielaborazione FreshPlaza su dati Ismea-Nielsen presentati da SG Marketing)

Da notare come in tutto questo, e apriamo un'altra parentesi, il periodo è lo stesso in cui pure si è registrata una flessione delle vendite nei canali della distribuzione moderna e, viceversa, un aumento di quelle nei discount; in ciò ha sicuramente contribuito anche il fatto che nell'ultimo anno, in Italia, siano stati aperti circa 130 nuovi discount e che, in questo segmento di vendita, il prezzo medio di vendita della IV gamma sia del 28% inferiore che altrove. Ad oggi passano dai discount il 14% delle vendite del settore, mentre re e regine delle vendite nel settore restano rispettivamente i supermercati (46%) e gli ipermercati (32%).


La variazione delle vendite dei prodotti di IV gamma nei periodi agosto 2014-agosto 2015 e agosto 2015-agosto 2016, in base al canale di vendita. Clicca qui per consultare il grafico a dimensioni maggiori. (Grafico rielaborazione FreshPlaza su dati Ismea-Nielsen presentati da SG Marketing)

Con questi dati alla mano la domanda giusta è una soltanto: se il mercato della IV gamma è e (si spera) sarà in crescita, perché quest'anno c'è stato uno stop? Dai dati emerge che è diminuita la quantità acquistata. Detta in soldoni quando si comprano prodotti di IV gamma, quest'anno se ne comprano meno che nell'anno passato: l'asticella si è fermata a una media di 275 gr di IV gamma a ogni acquisto, che per intenderci sono più o meno 2 buste d'insalata, e si compra in media una volta ogni 3 settimane.



Ma perché? Dal convegno di ieri è emersa una risposta duplice: "E' una conseguenza di un'attenzione maggiore verso lo spreco", secondo Raffaello Bernardi della SG Marketing.

"Oggi - commenta invece Roberta Paltrinieri, docente di Sociologia dei Consumi all'Università di Bologna - il consumatore, in un prodotto, cerca la fiducia, perché questo è un momento storico in cui è sfiduciato: la classe media si è impoverita, non confida più nelle istituzioni. Se la IV gamma sicuramente incontra alcune delle necessità del consumatore, come la praticità e la velocità di consumo, è sulla fiducia che si gioca la partita".


Roberta Paltrinieri, docente di Sociologia dei Consumi all'Università di Bologna, ieri al Cibus Tec, durante l'intervento sulla IV gamma.

Detta altrimenti la flessione negli acquisti è un campanello d'allarme lanciato dal consumatore; del resto, dai dati presentati ieri emerge che se sul versante della praticità dei prodotti di IV gamma, della loro stagionalità, dei loro benefici per la salute i consumatori sono soddisfatti, la zona grigia è proprio la sfera della fiducia, leggasi naturalità del prodotto (ancora più che origine) e assenza di conservanti.

E' proprio in questi due elementi che - in base a quanto riportato ieri - si annidano i non-users: chi ha smesso di comprare prodotti di IV gamma e chi non li ha mai acquistati finora. E' qui che si annida una buona fetta di consumatori potenziali, se si considera che ad oggi l'indice di penetrazione di questi prodotti è ancora basso (77%), come dire che una famiglia su 4 non acquista in un anno nemmeno un prodotto della categoria, busta, insalata o altro che sia.

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