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Uva in singoli acini, quarta gamma e tante verdure

Nei self service di New York piu' frutta che in quelli italiani

Durante la nostra visita a New York City, la scorsa settimana, più precisamente nel popoloso e famoso distretto di Manhattan, abbiamo pranzato e cenato quasi sempre nei numerosi self service che si incontrano ovunque. Siamo rimasti stupiti per la grande varietà di frutta pronta da mangiare proposta presso questi locali.

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Gli americani non vogliono fare nessuna "fatica", nemmeno a tavola. Così come un hamburger o un hot dog sono comodi da mangiare, pure la frutta deve essere "semplice". Al bando perciò frutta da sbucciare o tagliare: la gente non ha tempo né voglia. In questi comodi self service tutto è già sbucciato e tagliato in piccoli pezzi. Il cliente riempie la sua vaschetta (small or large) e poi la paga a peso.
 

Non sempre nei self service italiani c'è questa scelta
con un assortimento così ampio. Tanto meno si trovano anguria o mele già sbucciate e tagliate, e nemmeno uva da tavola con gli acini già separati dal raspo.

I prezzi sono comunque all'altezza di Manhattan. Nella maggior parte dei locali si superavano i 16 dollari il chilogrammo, quindi dai 15 euro in su.


Nei self service non si può dire che la frutta non venga valorizzata e ben proposta.

Non c'era differenza fra le varie tipologie: frutta o verdura, il prezzo al chilogrammo era quasi sempre il medesimo. Tutto molto "easy", molto facile, per velocizzare l'intero processo di vendita.


Mix di quarta gamma, presente sia nei self service, sia nei negozi.

Così come per la colazione: la frutta viene quasi sempre proposta ed è una buona alternativa per chi non voglia iniziare la giornata con uova fritte, omelette al formaggio o salsicce varie.

Sempre in tema di colazione, la moda è quella di prendere dei bicchieroni di "beveroni" di diverse specie che vengono chiusi ermeticamente da un tappo con un piccolo foro per bere durante il tragitto dal "bar" al luogo di lavoro. Garantiamo che la temperatura è quasi sempre prossima ai 100°C e, dopo un paio d'ore se si apre il bicchierone, il liquido nero all'interno (caffè?) è ancora caldo.


Quarta gamma di tutti i tipi.

In un supermercato siamo stati attirati da uno snack particolare. La confezione recitava che si trattava di un prodotto a base di piselli. In effetti, mangiandoli, il sapore era quello, ma era il sale a predominare. E anche la consistenza croccante dava al tutto un buon effetto. Insomma, si mangiavano come delle patatine ma, onestamente, non ci è parso di avere fra le mani qualcosa di salutistico.


Lo snack ai piselli...

In un altro locale, 50 km fuori New York, abbiamo fatto il tipico pranzo americano: hamburger e patatine fritte. Onestamente tutto molto buono, specie quando lo si mangia una volta l'anno. La notazione curiosa, però, è che il locale era posto in prossimità di una casa di cura/ospedale e gli avventori erano quasi tutti infermieri e medici, come si leggeva nei tesserini di riconoscimento.


Hamburger, ketchup, patatine e birra: tipico pranzo veloce negli States

A caratterizzare almeno il 75% delle persone presenti in quel momento nel locale (una decina di addetti della casa di cura) era l'essere in sovrappeso. Ma non c'è da stupirsi, pensando agli alimenti a disposizione. E si tratta di gente che lavora nel campo della salute...

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