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Qualita' e quantita': i punti di forza delle patate dell'Emilia-Romagna

Nella seduta di Borsa Patate di Bologna del 7 ottobre i partecipanti hanno, come ogni mese, valutato i dati relativi al mese di settembre della campagna di commercializzazione 2016/17 per le produzioni conferite al conto deposito previsto dal Contratto Quadro in essere. Gli Operatori hanno potuto trarre spunti positivi circa l'andamento delle vendite elevate effettuate nel mese di settembre (quasi 14.000 tonnellate) che notoriamente non è uno dei mesi migliori per la commercializzazione delle patate.

L'andamento positivo delle vendite è favorito dalle buone caratteristiche qualitative della produzione emiliano-romagnola e dalla situazione difficile di alcune delle più importanti aree produttive europee.

Quest'anno molti confezionatori italiani, anche del Sud Italia, si sono rivolti agli operatori commerciali della Regione per acquistare patate lavate delle migliori varietà da destinare al consumo fresco. Una riscoperta del Made in Italy, oppure patate transalpine troppo care o disponibilità di prodotto qualitativamente inferiori a quelle nostrane? Di fatto oggi gli operatori che operano attraverso il Contratto Quadro dispongono di sole 100.000 tonnellate da commercializzare nel periodo che va dal mese di ottobre al mese di maggio.

Una situazione favorevole caratterizzata da una buona qualità grazie a una tecnica di coltivazione appropriata, in particolare per quanto concerne l'uso della risorsa idrica che ha permesso nel 2016 rese medie di 45 tonnellate/ha. Il clima ha poi favorito la raccolta meccanica, permettendo di ottenere patate senza gravi danni causati dalle macchine.

La situazione europea
Più in generale, se diamo uno sguardo alla situazione europea possiamo verificare le difficoltà che persistono in territorio francese, di cui l'Italia è forse il migliore cliente. A causa di una primavera molto bagnata e di un'estate e un autunno molto secchi, in questo momento vi sono oggettive difficoltà di raccolta e gli operatori preferiscono attendere le piogge per ridurre perdite produttive alla raccolta. A causa della bassa offerta, i prezzi delle patate di qualità in esportazione sono prossimi ai 30 centesimi e in qualche caso li superano, naturalmente franco partenza.

Situazione analoga in Belgio dove prima un andamento climatico piovoso, poi un andamento siccitoso, fanno sì che le raccolte risultino difficili e sembra che le perdite di produzione possano essere superiori a quel 6% che è stato recentemente stimato. Inoltre la richiesta delle industrie di trasformazione inoltre risulta particolarmente vivace e i prezzi sono in costante aumento.

Meglio va in Germania dove le patate ci sono, anche se in quantità inferiore alle aspettative. Le raccolte procedono e soddisfano il fabbisogno interno e delle industrie. Buona parte delle patate tedesche sono avviate all'esportazione a prezzi competitivi dato che quelle offerte generalmente non sono lavate ma solo spazzolate. Questo tipo di prodotto però sembra non soddisfare appieno le aspettative dei consumatori a causa di qualche cedimento qualitativo e con un periodo di commercializzazione che potrebbe già esaurirsi con il nuovo anno.

Buone le importazioni di patate dalla Polonia che si affaccia direttamente in un mercato europeo in cui, al momento, la domanda è sostanzialmente superiore all'offerta.

L'insieme del mosaico pataticolo europeo lascia presagire che se le situazioni non muteranno in tempi brevi, potrebbero vedersi disponibilità ancora ridotte e verificarsi a breve aumenti dei prezzi delle patate, in particolare quelle di qualità.

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