Definitiva la legge contro gli sprechi alimentari in Italia: i commenti del settore

Lo scorso 2 agosto 2016 è stata approvata in via definitiva la legge per la limitazione degli sprechi alimentari. Tra gli obiettivi principali della norma: l'incremento del recupero e della donazione delle eccedenze alimentari, con priorità della loro destinazione per assistenza agli indigenti. Allo stesso tempo si favorisce il recupero di prodotti farmaceutici e altri a fini di solidarietà sociale. Importante anche il contributo alla limitazione degli impatti negativi sull'ambiente e all'educazione dei cittadini per diminuire gli sprechi alimentari. A renderlo noto il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

Secondo il Ministro Maurizio Martina questo traguardo è una delle più belle e concrete eredità di Expo Milano 2015. "L'abbiamo presentata lo scorso anno nel nostro Piano SprecoZero proprio durante l'Esposizione universale ed è una traduzione in fatti dei principi della Carta di Milano. Un provvedimento che conferma l'Italia alla guida della lotta agli sprechi alimentari, che ancora oggi hanno proporzioni inaccettabili: 12 miliardi di euro solo nel nostro Paese. Con questa norma ci avviciniamo sempre di più all'obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi".

Tra le principali novità della legge troviamo:
  • semplificazione burocratica - vengono previsti tagli degli adempimenti burocratici, e introdotte modalità e requisiti semplificati di comunicazioni telematiche all'amministrazione finanziaria. Le disposizioni si aggiungono a quelle già contenute nella legge di Stabilità 2016 che ha alzato la soglia di comunicazione della donazione da 5 a 15 mila euro;
  • rafforzamento del Tavolo indigenti Mipaaf - "E' molto importante - ha sostenuto Martina - il rafforzamento del tavolo indigenti del nostro Ministero, che ora potrà diventare un vero e proprio laboratorio operativo per ridurre gli sprechi e aumentare l'assistenza ai più bisognosi. Un modello che ci rende unici in Europa e che punta ad incentivare e semplificare il recupero più che a punire chi spreca". Previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per l'acquisto di alimenti da destinare agli indigenti. Il Mipaaf ha già avviato un'attività virtuosa di recupero degli sprechi e donazione agli indigenti;
  • sostegno all'innovazione contro lo spreco - si istituisce un Fondo presso il Ministero delle politiche agricole con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi - che possono prevedere il coinvolgimento di volontari del Servizio civile nazionale - finalizzati alla limitazione degli sprechi e all'impiego delle eccedenze, nonché per promuovere la produzione di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili;
  • sconto TARI per chi dona agli indigenti - i Comuni hanno la facoltà di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche (TARI) relative ad attività produttive che producono e distribuiscono beni alimentari, in caso di donazione gratuita agli indigenti.
Giudizi positivi dalla Grande distribuzione: la parola a Coop e Carrefour
"Una buona legge che favorisce e incentiva l'impegno delle imprese volto a ridurre lo spreco di prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili, ma non più vendibili. Buona perché assicura la donazione di ingenti quantità di alimenti a fini di solidarietà sociale e per il contrasto della povertà e perché lo fa senza obbligare le imprese, ma con un'azione di responsabilizzazione e coinvolgimento". Così Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop commenta a vita.it il varo in via definitiva della legge anti-spreco.

La battaglia contro lo spreco alimentare e non, del resto, ha sempre visto Coop in prima fila, su più fronti: razionalizzazione dei processi logistici e delle scelte assortimentali, scontistica e offerte speciali sui prodotti in scadenza, campagne di sensibilizzazione a un consumo consapevole nelle scuole e il progetto "Buon fine" o "Brutti ma Buoni" o "Spreco Utile", con la cessione gratuita in solidarietà delle eccedenze alimentari che coinvolge il 50% della rete di vendita (iper, super e magazzini), oltre a dipendenti, soci volontari Coop, consumatori coop, operatori e volontari delle organizzazioni, amministratori locali e, in generale, cittadini.

Anche da Carrefour arrivano i complimenti alla legge italiana sugli sprechi alimentari. "Così come strutturata in Italia - afferma a vita.it Flavia Marè, coordinatrice Csr Carrefour Italia - ad oggi riteniamo che la legge sia il migliore esempio a livello europeo. Rispetto a quella francese (cfr. FreshPlaza del 08/02/2016) è basata sugli incentivi e sulla valorizzazione delle buone pratiche, sulla capacità di creare relazioni durature tra i soggetti coinvolti che tengono conto delle esigenze e capacità reciproche. In questo modo sarà sempre più possibile sviluppare reti virtuose di raccolta ed utilizzo delle eccedenze evitando obblighi e costrizioni formali che rischiano di creare flussi totali di difficile gestione di eccedenze alimentari verso le onlus".

Già da diversi anni in Italia Carrefour ha attivato importanti partnership, prima tra tutte quelle con il Banco Alimentare, per consentire la raccolta delle eccedenze e la loro distribuzione alle persone in difficoltà economiche tramite enti presenti sul territorio dei punti di vendita. Inoltre, il Gruppo ha deciso di dedicare al tema della lotta allo spreco alimentare l'annuale iniziativa "La Grande Sfida dei Fornitori" che coinvolge i 650 fornitori di prodotti a marchio aziendale valorizzando le loro iniziative e buone pratiche su questo aspetto.

"La nuova normativa si doti di obiettivi chiari e verificabili": Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market
"Lo spreco migliore è quello che non si fa: finalmente anche l'Italia si è dotata di una normativa per il recupero degli sprechi – spiega Andrea Segrè (nella foto sotto), fondatore di Last Minute Market - Siamo fieri che il testo raccolga esperienze e ricerche prodotte in oltre 15 anni, oltre alle linee guida del Piano Nazionale per la Prevenzione degli sprechi alimentare (PINPAS) convocato due anni fa a Roma. Ma adesso è urgente che si favoriscano azione per la prevenzione degli sprechi, e che la nuova normativa si doti di obiettivi chiari e verificabili".



"All'Italia, soprattutto – sottolinea Segrè, che presiede da tre anni il Comitato tecnico-scientifico del Ministero dell'Ambiente per il Programma nazionale di prevenzione degli dei rifiuti e dello spreco alimentare – chiediamo adesso di farsi parte attiva nel rilancio di una richiesta essenziale: la proclamazione dell'Anno europeo per la lotta contro lo spreco alimentare, un appello che sin dal 2010 rivolgiamo alla Commissione Europea attraverso la campagna di sensibilizzazione Spreco Zero. E il 2025 diventi anno chiave per il dimezzamento degli sprechi alimentari anche nel nostro Paese, come indicato dalla Risoluzione europea 2012 che aveva recepito gli obiettivi della Dichiarazione Congiunta Spreco Zero promossa nel 2010 da Last Minute Market".

Legge contro lo spreco alimentare: il plauso di ILIP
ILIP, azienda bolognese tra i leader europei nel settore del packaging plastico termoformato per alimenti e ortofrutta e da oltre dieci anni impegnata nella promozione della sostenibilità degli imballaggi, si congratula con i promotori della nuova legge anti-spreco.
 
"Accogliamo con favore la nuova legge contro lo spreco alimentare, un tema che ILIP sta seguendo con attenzione crescente - commenta Roberto Zanichelli (nella foto sotto), direttore commerciale e marketing di ILIP – che ha impatti sia economici che etici non più ignorabili. E' proprio per questi motivi che ILIP è stata la prima azienda produttrice di imballaggi termoformati in plastica ad aderire al progetto Save Food, l'iniziativa mondiale lanciata dalla FAO con la collaborazione di Interpack/Messe Duesseldorf, allo scopo di migliorare l'efficienza del packaging per evitare gli sprechi alimentari lungo la filiera".



"La lotta contro lo spreco alimentare deve per forza tenere conto del ruolo dell'imballaggio considerandolo una risorsa e uno strumento di efficienza per il suo duplice ruolo di protezione del prodotto e prolungamento della shelf life. Questo nuovo approccio potrebbe portare anche a cambiamenti nel paradigma produttivo attuale risultando più favorevoli alle produzioni ortofrutticole di qualità italiane".

Coldiretti: la nuova legge sensibilizza ancora di più gli Italiani
Gli sprechi alimentari costano all'Italia 12,5 miliardi che sono persi per il 54% al consumo, per il 21% nella ristorazione, per il 15% nella distribuzione commerciale, per l'8% nell'agricoltura e per il 2% nella trasformazione. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la nuova legge contro gli sprechi alimentari per contribuire a raggiungere nel 2016 l'obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari in Italia di un milione di tonnellate.

Un target raggiungibile anche grazie alla maggiore sensibilità degli Italiani: il 53% ritiene infatti che il contenimento degli sprechi alimentari dipenda soprattutto dalle scelte dei consumatori. La situazione resta tuttavia grave: in media durante l'anno vengono buttati nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari pro capite. La nuova legge rafforza il lavoro di contrasto facendo crescere la consapevolezza dei consumatori rispetto alle abitudini alimentari, semplifica le donazioni per le aziende e per la prima volta anche per l'agricoltura svolge un ruolo da protagonista, attraverso le donazioni dirette agli indigenti.

La normativa italiana anti-spreco suscita un nuovo interesse nel Regno Unito
Insieme alla Francia, anche l'Italia si inquadra all'interno di quella coalizione di paesi europei che hanno promosso iniziative e progetti per rispettare le nuove norme sul rispetto dell'ambiente. Tuttavia, l'attenzione è ancora una volta diretta al Regno Unito e alla sua mancanza di impegno nel promuovere e introdurre una legislazione simile. Come riportato da Resource/ICE Londra, la situazione nel Paese anglosassone è leggermente diversa e, nonostante la grande attenzione verso il tema green, disegni di legge sulla riduzione dei rifiuti alimentari non hanno suscitato particolare interesse né in Parlamento né tra il pubblico generale come in altri paesi europei.

Kerry McCarthy, ex segretario di Stato per l'ambiente, l'alimentazione e le politiche rurali, aveva proposto un disegno di legge conosciuto come Food Waste (Reduction) alla Camera dei Comuni a settembre 2015. In seguito, le era stata concessa una seconda lettura all'inizio di quest'anno. Tuttavia, a causa della mancanza di sostegno da parte del governo tale proposta non si è mai tramutata in legge e non è stata mai riesaminata di nuovo in Parlamento (soprattutto non dopo essere stata rinviata ben due volte).

McCarthy ha dichiarato che le aspettative di procedere oltre sono poche, mentre l'attivista Tristram Stuart, specializzato nella promozione della riduzione dei rifiuti alimentari, ha affermato che il governo non si è impegnato abbastanza per promuovere e diffondere il progetto di legge, nonostante la legge francese avesse catturato l'immaginazione e l'interesse di innumerevoli persone in tutto il Regno Unito.

A livello di consumo, il disegno di legge presentato alla Camera dei Comuni punta a ridurre i rifiuti alimentari attraverso una migliore diffusione al pubblico delle abitudini alimentari e un maggiore uso dei mezzi di comunicazione moderni (specialmente i social media) per promuovere iniziative quali l'uso delle family bag nei ristoranti. Essa inoltre permette ai supermercati di distribuire il cibo invenduto, quello che è stato confezionato in modo non corretto (a patto che gli errori di confezionamento non generino allergie o intolleranze nei consumatori) e quello che ha superato la data di scadenza, solo se non causa danni nocivi al consumatore.

Piattaforma europea contro lo spreco di cibo e i rifiuti alimentari
In data 1 agosto 2016, la Commissione Europea ha pubblicato la composizione della Piattaforma europea contro lo spreco di cibo e i rifiuti alimentari (EU Platform on Food Losses and Food Waste) annunciata nel Piano di azione UE 2015 per l'economia circolare. La Piattaforma è costituita da 70 organizzazioni con il fine di raggiungere uno dei 17 obiettivi globali fissati dall'ONU: l'obiettivo 12.3 che prevede il dimezzamento dei rifiuti alimentari pro capite entro il 2030 e la riduzione delle perdite di cibo lungo le catene di produzione e di approvvigionamento alimentare.

I 70 membri comprendono tutti i governi nazionali UE, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO) e organizzazioni del settore privato tra cui FoodDrinkEurope, l'Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), la Federazione europea delle banche alimentari (FEBA), Copa-Cogeca, l'Associazione europea dei latticini (EDA) e l'Associazione europea per il commercio ortofrutticolo (EUCOFEL).

Lo scorso autunno si è deciso di sviluppare gli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite (MDG). I 17 obiettivi e i relativi 169 traguardi comprendono molti impegni a livello agricolo: l'obiettivo 2 prevede di raddoppiare la produttività agricola per i piccoli agricoltori e di adoperarsi in favore di "sistemi alimentari sostenibili" entro il 2030, mentre l'obiettivo 12 vuole assicurare un consumo "sostenibile" e modelli di produzione con l'ambizioso traguardo di ridurre lo spreco e le perdite alimentari. Clicca qui per approfondire.

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