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Ieri a Imola (BO) la mostra dedicata alle varieta' precoci di albicocche, pesche e nettarine

Nella ricerca varietale sulle albicocche si apre un nuovo filone: quello dei frutti a buccia rossa

Negli anni, parlando di albicocche, ci si è abituati a parlare di varietà con la faccetta rossa, per etichettare quelle albicocche, sempre più apprezzate dai consumatori, che oltre al classico arancione mostrano anche una zona di un rosso più o meno inteso; ora però, per queste, "possiamo parlare di varietà bicolori", chiosa Stefano Foschi, ricercatore del Crpv – Centro Ricerche Produzioni Vegetali che studia in campo le nuove varietà di albicocche, oltre che di pesche, nettarine e susine. La ragione del nuovo termine è dettata dal fatto che ora, tra i breeders, soprattutto francesi, si sta facendo avanti un filone tutto nuovo della ricerca varietale: quello delle albicocche a buccia rossa.


Stefano Foschi, ricercatore del Crpv, ieri, durante la mostra pomologica a Imola (BO).

Alcune sono state esposte ieri a Imola (BO), presso l'unità operativa Mario Neri di Astra – Innovazione e Sviluppo, in occasione di una mostra pomologica dedicata alle varietà precoci di albicocche, pesche e nettarine, con una premessa: in questo momento, in Emilia-Romagna, si sta raccogliendo tra le albicocche, Lady Cot*, con alcuni che iniziano Kyoto*, il momento stagionale limita per ovvie ragioni i campioni che potevano essere portati maturi alla mostra.


Un momento della mostra pomologica di ieri a Imola (BO).

Tra le varietà rosse di questo periodo, tre in particolare erano quelle in mostra. Monabrì*, nuova varietà francese prima di tutta una serie di albicocche rosse: "Di bell'aspetto – riprende Foschi – ma ha i suoi limiti nel fatto che non è autofertile e che è affine solo sull'intermedio del pesco".


Un momento della mostra pomologica di ieri a Imola (BO).

Quindi tra le rosse troviamo Rubista*, "la capostipite delle rosse. Nella tenuta ha il suo punto debole; è facile da coltivare e va subito in produzione. E' apprezzata dai consumatori, ma è un frutto che sulla pianta va gestito e non si possono fare due raccolte. Tendenzialmente è sensibile alla batteriosi".

Montier*, "su cui – commenta Foschi – siamo alle primissime osservazioni. Il frutto è bello, di un buon calibro e di un rosso diffuso, ma non è molto aromatica. Da valutare agronomicamente". Per ora si tratta di giudizi ancora parziali, in quanto lo studio in campo è partito da poco.


L'albicocca a buccia rossa Rubista*.

Ma se le albicocche rosse sono state una novità di questa mostra pomologica non sono state di certo l'unica sorpresa. Causa maltempo, spiega Foschi, "l'annata è stata sfortunata fino a 10 giorni fa, ma fortunata per noi breeder, perché è nelle condizioni difficili che si vedono tutte le carte che una varietà può giocare". Della serie: quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare.


Una delle varietà ieri in mostra a Imola (BO).

Almeno finora, tra le precoci che hanno riservato qualche sorpresa nei test in campo e si sono dimostrate resistenti alla pioggia, da segnalare ci sono Big Red* ("Quest'anno l'ho rivalutata. Ha una buccia resistente alla pioggia. E' maturata nel pieno degli acquazzoni", commenta il ricercatore Crpv), Gemma* ("Uno di quei prodotti che quest'anno ha dimostrato delle possibilità, con frutti duri e rustici").


Un momento della mostra pomologica di ieri a Imola (BO).

Il 29 luglio 2016, stavolta all'unità operativa Martorano 5, a Cesena (FC), ci sarà una nuova mostra pomologica, aggiornamento di quella di ieri, con in mostra varietà più tardive di albicocche, oltre a varietà di pesche e nettarine.

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