I Paesi asiatici spingono per far parte del trattato TPP
Due mesi fa le Filippine hanno avviato le negoziazioni per unirsi al secondo lotto di Paesi aderenti al TPP. Il Segretario al Commercio Gregory Domingo ha dichiarato "Noi (le Filippine) vogliamo far parte di questo accordo".
Il Paese a trarre più vantaggio dal TPP è il Vietnam grazie a una politica salariale più bassa rispetto agli altri Paesi aderenti. A ingresso avvenuto, tuttavia, anche le Filippine saranno tra i più avvantaggiati da questo nuovo mercato comune.
In agricoltura, l'import di carne, grano, mais, frutti di mare, vino e qualche derivato del latte saranno completamente duty free. "Ora c'è l'opportunità di esportare i nostri prodotti - banane, ananas, noci di cocco, mango, durian - in Giappone, Australia, Canada e USA", ha sottolineato Domingo.
Attualmente, il Giappone riscuote dazi d'importazione su circa 460 articoli di frutta e verdura. Ben 13 su 14 ortaggi a consumo piuttosto elevato in Giappone diventeranno presto a tariffa zero non appena il patto TPP entrerà in vigore. Tra questi prodotti troviamo carote, cavoli, spinaci e ravanelli giapponesi.
I frutti che non saranno sottoposti a dazi doganali sono uva, fragole, mango, pesche, cachi, meloni e kiwi.
I 12 Paesi che hanno aderito al TPP rappresentano il 40% dell'economia mondiale. I prossimi Paesi che si uniranno all'accordo sono Corea del Sud, Indonesia, Taiwan e le Filippine.
Per le aziende locali nelle Filippine ci saranno vincitori e perdenti, ma per il Paese nel suo complesso l'adesione al TPP significherà più posti di lavoro, crescita economica più rapida e riduzione ella povertà. Ci sono tuttavia ancora molte domande sul come il TPP sarà implementato e quali vantaggi specifici fornirà alle società USA.