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Un anno di embargo russo in cifre

Gli ultimi sondaggi hanno mostrato che la maggioranza dei cittadini russi è favorevole all'embargo e questo nonostante l'aumento nei prezzi degli alimenti. E' passato un anno da quando, ad agosto 2014, venne introdotto l'embargo; prima di queste sanzioni, gli alimenti importati rappresentavano oltre il 30% del mercato alimentare russo.

Qui di seguito, una sintesi delle principali cifre registrate in un anno di embargo russo.

40% di riduzione delle importazioni di prodotti alimentari in Russia
Secondo il ministro russo all'agricoltura, Alexander Tkachev, nel 2014 l'import agroalimentare in Russia ammontava a 37 miliardi di euro; per la fine del 2015 la cifra si fermerà a 22,6 miliardi di euro.

2,2 miliardi di euro di perdite per l'Europa dall'inizio dell'embargo

Da agosto 2014 ad aprile di quest'anno, l'export agroalimentare in Russia da Paesi interessati dalle sanzioni russe è diminuito di 2,2 miliardi di euro. Ad oggi, l'unione degli agricoltori europei e delle cooperative agricole Copa-Cogeca valuta il danno dell'embargo in 5,5 miliardi di euro (cfr. articolo correlato). Non esistono cifre precise relative alle perdite dei soli produttori ortofrutticoli europei.

7,22 miliardi di euro di fondi statali russi a sostegno dell'agricoltura locale

Il piano anti-crisi del governo russo, adottato all'inizio di quest'anno, prevede fondi aggiuntivi per l'agricoltura dello stato; anche per il 2016 si stanzierà la stessa cifra. Perciò, nel 2016, saranno stanziati 237 miliardi di rubli (circa 3,5 miliardi di euro) per le esigenze degli agricoltori - la stessa cifra di quest'anno. Tuttavia, gli esperti considerano tale importo insufficiente. Infatti, hanno osservato, dovendo trovare alternative per l'import, i fondi per l'agricoltura - che sta cercando di colmare i vuoti di fornitura presenti sul mercato alimentare - avrebbero dovuto essere ben superiori. La mancanza di finanziamento si rifletterà sui prezzi e sulla qualità dei prodotti russi, come è già successo per i formaggi, di cui oltre il 70% presente nei punti vendita è contraffatto.

fino al 400% di aumenti ingiustificati dei prezzi per alcuni prodotti
L'inverno scorso il procuratore generale russo, verificando l'andamento dei prezzi nelle catene di vendita al dettaglio, ha definito "deprimente" la situazione relativa ai rincari. Secondo quanto riportato dai media, a metà marzo di quest'anno i pubblici ministeri hanno aperto circa 1.500 cause penali relative ai prezzi gonfiati degli alimenti.

87% di russi favorevoli all'estensione delle sanzioni contro i Paesi occidentali

Secondo un sondaggio effettuato a luglio, l'87% dei Russi è convinto che le autorità abbiano fatto la cosa giusta estendendo l'embargo alimentare a giugno di quest'anno, dopo che USA e Europa hanno a propria volta esteso le loro sanzioni contro la Russia. Un anno fa, uno studio simile condotto da VTsIOM aveva rilevato una percentuale dell'84% di favorevoli all'embargo.

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