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Non e' festa senza frutta in guscio: prezzi medi all'origine stabili nelle prime settimane di dicembre

La frutta in guscio è uno dei simboli della tavola di Natale e Capodanno. Allergici a parte, alzi la mano chi non si è mai fatto una scorpacciata di noci, noccioline, arachidi e similari, specie in questo periodo dell'anno.

In tutte le piazze italiane, i prezzi medi all'origine segnalano una certa stabilità nelle ultime settimane. Secondo i dati Ismea, nella seconda settimana di dicembre 2014, nocciole, noci, pistacchi e mandorle in guscio hanno mostrato un prezzo medio all'origine stabile rispetto ai 7 giorni precedenti. Un aumento dello 0,8%, invece, si è registrato per le mandorle sgusciate.

Nella 50ma settimana del 2014 (8-13 dicembre), a registrare il prezzo medio all'origine più elevato sono stati i pistacchi: 9,50 euro/kg; a seguire le mandorle sgusciate con 8,57 euro/kg. Le nocciole sono state quotate a 4,69 euro/kg, mentre le noci hanno segnato un prezzo medio all'origine di 2,90 euro/kg. Infine, le mandorle in guscio hanno raggiunto quota 1,38 euro/kg.

Frutta in guscio: prezzi medi all'origine, settimanali per prodotto

Clicca qui per un ingrandimento della tabella.

Rispetto alla stessa settimana del 2013, rimangono stabili solo le quotazioni medie di pistacchi e mandorle in guscio. Le mandorle sgusciate, le nocciole e le noci mostrano invece un aumento rispettivamente del 23,3%, 112,9% e 17,2%.

Nello specifico delle nocciole, si è registrato un notevole calo della produzione rispetto al 2013. I prezzi più elevati sono innescati oltre che dalla scarsa offerta nazionale anche dal crollo produttivo in Turchia, principale produttore ed esportatore mondiale di nocciole, dove il raccolto 2014 è stato fortemente compromesso dalle gelate (cfr. notizia su FreshPlaza del 03/04/2014).

Aspetti legati alla salute
Analizzando l'aspetto salutistico, ogni tipo di frutto annovera calorie e benefici che può portare o meno. Nello specifico della frutta in guscio, noci e noccioline (650 calorie per 100g) sono le più pesanti di tutti, mentre le mandorle e i pinoli sono meno calorici ma comunque pesanti.

Diversi studi riportano che il consumo frequente di frutta oleosa (30 grammi due o più volte alla settimana) è inversamente associato all'incidenza di malattia coronarica. Inoltre, si è visto che il consumo regolare di qualunque tipo di frutta secca diminuisce la concentrazione ematica di colesterolo totale e LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo), mentre aumenta quella di colesterolo HDL (buono).

Inoltre, sembra che un pugno di frutta secca ogni giorno aiuti a mantenere la linea (vedi news) o allunghi addirittura la vita (vedi news).

Elaborazione FreshPlaza su diverse fonti

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