Mercato ortofrutticolo di Lusia (RO): annata sottotono per le indivie

Si sta profilando un'altra stagione negativa per le aziende agricole che hanno coltivato l'indivia riccia e scarola. Le quotazioni sono state in continuo ribasso per tutto l'anno, ad eccezione di brevi intervalli di tempo, e risultano dimezzate rispetto al 2013.

Anche le superfici investite a queste colture sono in continuo ridimensionamento dovuto, a detta degli operatori, alle notevoli difficoltà e alle molteplici spese produttive necessarie per far giungere a maturazione il prodotto. Infatti, le indivie per essere immesse sul mercato devono raggiungere una giusta maturazione e devono risultare bianchissime, cosa possibile solo attraverso un laborioso lavoro che consiste, prima di procedere alla raccolta, alla legagione di ogni singolo cespo per ottenere un prodotto tenero, dal sapore delicato ma soprattutto dalle foglie bianchissime.



Questa complicata e dispendiosa procedura non è più riconosciuta a livello economico dal mercato, che predilige un prodotto lavorato e raccolto meccanicamente. Con tale procedura industriale le aziende hanno la possibilità di conferire sul mercato un prodotto ad un prezzo nettamente inferiore, in quanto vengono abbattute parte delle spese di manodopera. L'operazione meccanica è possibile solo in aziende di medio-grande dimensioni, poco presenti nel territorio locale.

Le quantità di prodotto industriale hanno influenzato le quotazioni di tutta la produzione, abbassando il prezzo anche dei prodotti coltivati con il metodo tradizionale.



Scendendo nei rilevamenti effettuati dall'ufficio statistica del mercato, ben poche sono state le quotazioni che hanno visto superare 1,50 euro/kg sia per la riccia sia per la scarola, quotazioni necessarie per una giusta remunerazione al produttore. Detta soglia è stata superata solo nei primi tre mesi dell'anno, quando le quantità conferite erano esigue. Per gli altri mesi, le quotazioni sono state di 0,70 – 0,90 euro/kg, ben al di sotto della soglia di redditività.

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