Bucce e torsoli di mela alimentano caldaia Uniconfort in Moldavia

Nell'epoca in cui riciclare e non buttare via nulla è vitale, offre il suo importante contributo l'azienda padovana, leader nel settore della valorizzazione energetica delle biomasse solide e degli scarti che, grazie ad un impianto installato in Moldavia, permette ad un'azienda alimentare di produrre energia termica dagli scarti di lavorazione.

Torsoli di mele, noccioli di albicocche e pesche, bucce di ogni tipo, semi e piccioli: tonnellate di materiali da smaltire ad alto prezzo ogni giorno. Un problema per l'Orhei-Vit, una grande società in Moldavia che produce succhi e concentrati di frutta, esportati in tutta Europa e nei Paesi dell'Est. Un problema che si è trasformato in una risorsa dopo l'intervento dei tecnici Uniconfort, un'eccellenza veneta, in grado di progettare, costruire e installare impianti che bruciano con la stessa efficienza combustibili standard e scarti della lavorazione di industrie alimentari e del mondo agroforestale. Un processo tecnicamente complesso, dal momento che si tratta di materiali diversi, con umidità molto alta, che richiede una tecnologia all'avanguardia e sofisticata. Ma possibile.



"Il cliente, aveva le idee ben chiare di cosa voleva e su quali risorse poteva contare ed è arrivato a noi dopo aver cercato a livello europeo un partner giusto. Lo abbiamo affiancato suggerendo le migliori soluzioni tecniche. E' in occasione di Interpoma 2014, vetrina della mela e della sua lavorazione, che vogliamo ricordare che lo scarto da agricoltura per Uniconfort è una risorsa - spiega Davis Zinetti, AD di Uniconfort - Un'occasione per lanciare anche in Italia un installazione verde, a emissioni zero di CO2, che permette forti risparmi eliminando lo scarto e annullando la spesa per il conto energetico".

La Orhei-Vit si trova nel distretto agricolo di Chisinau, dove la coltivazione della frutta è il motore trainante dell'economica locale. L'azienda abbisogna di grandi quantità di energia in quanto utilizza il vapore in diversi stadi del processo produttivo: la cottura, la sterilizzazione, ecc. I molti scarti di produzione venivano smaltiti in discarica a pagamento e in parte utilizzati come ammendante per l'agricoltura.

"Un contesto ideale per l'applicazione di una tecnologia innovativa ed ecologica per la produzione di vapore - continua Zinetti - in quanto alla forte richiesta di energia si affianca la grande disponibilità di un combustibile verde a costo zero e a chilometri zero. Non solo. Il nostro impianto avrà una forte ricaduta sull'economia locale. Infatti aumentando la domanda di questi materiali, viene stimolato l'avvio di una filiera locale di produzione del combustibile, attualmente inesistente ma con grandi potenzialità, visto la vocazione agroalimentare del distretto di Chisinau".



Uniconfort ha installato un impianto che produce vapore bruciando gli scarti di produzione dimensionato in modo da non necessitare di carburante acquistato all'esterno: una caldaia Global 400, alimentata con 2 tonnellate di scarti all'ora, che produce 600 ton/h di vapore a 10 bar. Il processo è ottimizzato in ogni sua fase: i fumi di combustione, per esempio, vengono sfruttati per preessicare il combustibile molto umido, e le ceneri risultanti vengono utilizzate subito come ammendante nelle loro coltivazioni.

Uniconfort non è nuova a queste esperienze. Ha installato caldaie alimentate con lo strame dei cavalli della scuderia reale di Londra e di una delle scuderie più grandi degli Stati Uniti, nel Kentucky; in Irlanda scalda le serre con la lettiera dei funghi, mentre in Italia non si contano le installazioni in aziende agricole, vivaistiche e alimentari.

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