Liguria, pesto a rischio: frana collina dove si coltiva il basilico DOP

Il maltempo che ha flagellato la Liguria sta mettendo a rischio anche uno dei prodotti tipici più conosciuti della regione: il pesto. Un versante della collina di Genova Prà, dove si coltiva il famoso basilico ligure DOP (Denominazione di origine protetta), sta infatti franando. L'allerta arriva da Coldiretti, che spiega come, per i lavori di consolidamento della collina, la A12 tra Voltri e Pegli è stata chiusa a intermittenza già da sabato.



Coldiretti sottolinea che il solo intervento per il consolidamento del versante di Genova Prà che coinvolge due aziende del basilico "sfiora i due milioni di euro". In particolare le trombe d'aria che hanno colpito la provincia a macchia di leopardo hanno distrutto un magazzino agricolo, scoperchiata una stalla e divelto un tunnel per la produzione di ortaggi. Le numerose frane, poi, hanno interrotto la viabilità, isolando interi nuclei familiari.

Nel Tigullio l'esondazione del torrente Rupinaro, del rio Campodonico e dell'Entella ha provocato ingenti danni ad aziende floricole e orticole di pregio. Su tutto il territorio si contano centinaia di crolli di muretti a secco e ciglioni: smottamenti che hanno interessato aziende olivicole, orticole e agriturismi.

Nella provincia di Savona, dove l'area più colpita è l'Albenganese, si contano perdite per 15-18 milioni di euro. Ci sono strutture produttive florovivaistiche finite sott'acqua e milioni di piante in vaso trascinate via ma anche frane, smottamenti, allagamenti di imprese ed abitazioni.

L'area più colpita a La Spezia è quella di Ortonovo, Castelnuovo Magra e Sarzana con danni soprattutto alle aziende vitivinicole e orticole che sicuramente superano i due milioni di euro. Si registrano anche problemi a infrastrutture, strade, canali che comportano ulteriori disagi alle realtà produttive in loco.

Ad Imperia si segnalano danni diffusi in tutta la provincia dovuti a frane e smottamenti di strade e vie di comunicazione. Ingenti i danni ai muri di sostegno delle fasce olivicole, con muretti a secco interamente divelti. Ingenti danni anche nella zona di Diano Marina, dove le colture orticole sono state colpite dall'esondazione del rio Varcavello e del Rio Pineta.

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