"Anna Maria Minguzzi: "Dobbiamo imparare a produrre meno"

In occasione dell'Ottavo rapporto dell'Osservatorio Innovazione Impresa Agricola (cfr. articolo correlato) abbiamo raccolto il parere di Anna Maria Minguzzi, titolare dell'impresa Minguzzi Spa Consortile di Alfonsine (RA).


Anna Maria Minguzzi.

Uno dei temi discussi durante la presentazione del rapporto è stato quello della sostenibilità ambientale e di come questa possa diventare un fattore distintivo per l'agricoltura italiana. L'imprenditrice, che vanta una trentennale attività in campo agricolo, dichiara: "Ho sempre perseguito la ricerca della salvaguardia ambientale e, di conseguenza, della salubrità del prodotto. Devo dire che non sono certo la sola: oggi l'agricoltura italiana è già a un buonissimo livello in questi due ambiti; la regione Emilia-Romagna, poi, è particolarmente forte, soprattutto per il prodotto frutticolo. Quello che manca nel nostro paese è una marcia in più nel comunicare questa attenzione all'ambiente".

La tutela dell'ambiente è d'altra parte strettamente legata alla sostenibilità economica delle imprese agricole: come raggiungerla? Secondo Anna Maria Minguzzi la risposta sta nel diversificare il più possibile le produzioni in azienda: "Ciò purtroppo risulta molto difficile per le aziende agricole di piccole e medie dimensioni. Per quanto riguarda la frutticoltura, una strada vincente è quella di contingentare e organizzare le produzioni nella forma del club varietale, come insegnano i modelli di Melinda, Marlene e Pink Lady: questo fornisce un valore aggiunto che può aiutare a migliorare l'economia e la redditività dell'azienda agricola. Ad esempio, si potrebbe fare molto di più per la pera dell'Emilia-Romagna, ma facciamo fatica a circoscrivere un modello con dei disciplinari di produzione che ci permettano una buona organizzazione da un punto di vista commerciale".

L'altra strada, secondo l'imprenditrice, è quella di puntare sulla qualità e non sulla quantità: "Dobbiamo imparare a produrre meno. I bassi prezzi che si sono standardizzati per le pesche nettarine hanno fatto sì che il produttore cercasse poi di sopperire aumentando le produzioni, ma la qualità non va di pari passo con la grande produzione: dobbiamo produrre al massimo 30 tonnellate per ettaro, mentre oggi siamo oltre le 40".

Il lavoro in agricoltura, oggi, non può prescindere dalla capacità di approcciare il consumatore su tematiche anche complesse come non solo la sostenibilità, ma anche l'uso di agrofarmaci, diserbanti, biostimolanti, evidando semplificazioni che possono nuocere allo sviluppo delle colture. Su questo punto, Anna Maria osserva: "In Italia dovremmo essere più forti e più sicuri nel comunicare la qualità della nostra tecnologia e dei nostri prodotti, che sono assolutamente salubri: in particolare in Emilia-Romagna abbiamo prodotti che, grazie alla lotta integrata, sono a basso residuo di anticrittogamici. Il consumatore va informato: apprezzo molto la campagna pubblicitaria del Ministero dell'Agricoltura in onda sulle reti RAI in queste settimane che punta proprio sulla valorizzazione di questo aspetto. Purtroppo, però, noi produttori ci inchiniamo sempre ai voleri della grande distribuzione. Il fatto che esistano disciplinari diversi per le catene dei supermercati nei diversi Stati (e in alcuni casi addirittura all'interno di un solo Stato) rende le cose molto più difficili e crea una gran confusione."

Infine, un confronto con quanto avviene in altre nazioni, dove le reti di impresa e le imprese agricole aggregate sono strumenti per la sostenibilità economica e sociale. Come favorirle? "E' necessario favorire queste reti a livello contributivo: questa è una strada percorribile, che può salvare in particolare le aziende piccole e medie e creare vantaggi anche per quelle più grandi. Questo legame orizzontale - e non verticale come siamo abituati nella tradizionale filiera ortofrutticola – può abbassare i costi per le imprese e aiutarle a non fermarsi alla monocoltura. Per diversificare la produzione è necessaria una meccanizzazione maggiore e, facendo rete, più imprese possono usufruire delle stesse macchine; inoltre in questo modo anche l'azienda più piccola acquista potere commerciale e può avere il massimo vantaggio economico".

Contatti:
Minguzzi spa consortile
Anna Maria e Giancarlo Minguzzi
Via Reale, 160
48011 Alfonsine (RA)
Tel.: (+39) 0544 81260
Fax: (+39) 0544 80709
Email: info@minguzzi.it

Data di pubblicazione:



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