La Spagna dice di no all'etichetta obbligatoria UE sugli agrumi trattati con conservanti

In merito alla recente sentenza della Corte di Giustizia europea circa l'obbligo di indicare in etichetta l'eventuale trattamento post-raccolta degli agrumi (mediante agenti conservanti o altre sostanze chimiche) per assicurare una tutela adeguata dei consumatori UE ed extra-UE (cfr. FreshPlaza del 14/11/2014), la Spagna ha elevato obiezioni. La decisione della Corte era giunta proprio a respingere un precedente ricorso della Spagna contro la decisione della Commissione europea di rendere obbligatoria l'etichettatura sugli agrumi trattati dopo il raccolto.

Per la Spagna, infatti, questa decisione comporta uno svantaggio concorrenziale sui mercati dei Paesi terzi in cui non è richiesta un'etichetta analoga a quella imposta dall'Europa. Secondo Madrid, l'Esecutivo UE viola il principio della parità di trattamento e di non discriminazione tra i produttori.

I giudici europei ritengono "inaccettabile distinguere tra i consumatori che si trovano all'esterno e all'interno dell'UE. Il livello uniforme ed elevato di tutela dei consumatori – affermano – rientra in un'immagine di qualità e di affidabilità dei prodotti provenienti dall'Unione. Immagine che rischierebbe di essere danneggiata nell'ipotesi in cui la salute dei consumatori all'esterno dell'UE fosse minacciata per la mancanza di un'etichettatura sul trattamento post-raccolta degli agrumi provenienti dall'Unione".

La Spagna ha due mesi per impugnare la sentenza dinanzi alla Corte di Giustizia dell'UE.

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