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"Phil Hogan: "esame superato" come nuovo Commissario UE all'agricoltura"

Si è tenuta ieri mattina, 2 ottobre 2014, in Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo l’audizione del commissario designato all'Agricoltura, l'irlandese Phil Hogan (nelle foto sotto).



"Revisione completa della Politica agricola comune (Pac) per vedere cosa si può semplificare e per valutare quali decisioni politiche possono essere prese più utilmente a livello di Stati membri. Entro un anno poi, bisogna mettere a punto una strategia che contenga iniziative concrete e attuabili per raggiungere quegli obiettivi". E' parte dell'impegno assunto dal futuro commissario europeo all'agricoltura, che sul piano istituzionale "sottoscrive la necessità di pari trattamento tra Parlamento europeo e Consiglio UE".

Hogan ha spiegato agli eurodeputati che intende "valutare se la nuova Pac, in particolare per quanto riguarda i pagamenti diretti dell'UE agli agricoltori, sia configurata in modo da essere applicata correttamente. In caso contrario, è pronto a intervenire con nuove regole. Valutazione che includerà anche l'accordo sugli aiuti verdi e le collegate aree di interesse ecologico. Nel 2016, poi, contribuirà all'esame del Quadro finanziario pluriennale UE 2014-2020, cercando di concentrare ulteriormente la Pac sull'occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività".

Riguardo in particolare all'embargo russo, nel suo discorso di apertura Hogan ha detto: "L'embargo sui prodotti agricoli è la sfida immediata. E dobbiamo affrontarla come europei. In questo ambito, abbiamo giustamente mostrato solidarietà nei confronti della nostra comunità agricola. Abbiamo cercato di stabilizzare i mercati e di riorientare le nostre esportazioni verso altri Paesi terzi. Osserverò attentamente come i mercati si evolvono e, se necessario, non esiterò ad adottare misure adeguate".



Così, dopo quasi tre ore di audizione, la Comagri si è espressa a grande maggioranza a favore di Hogan.

"Abbiamo valutato positivamente l'audizione del commissario designato alla politica agricola comune e allo sviluppo rurale, Phil Hogan, che ci ha chiaramente dimostrato la sua solida esperienza, le sue competenze e una conoscenza del settore e della Pac". Così ha commentato Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Comagri del Parlamento europeo.

De Castro ha sottolineato due elementi: "In primo luogo, l'obiettivo confermato a più ripresa della semplificazione dell'attuale Pac, che in molti eurodeputati abbiamo posto. Quindi il rapporto di collaborazione che intende ulteriormente rafforzare con il Parlamento europeo, facendone una sua priorità, in modo da far prevalere la codecisione tra le istituzioni UE".

Un giudizio positivo sul commissario designato alla Pac è stato espresso dagli eurodeputati del Ppe, S&D, Alde e dai conservatori britannici. Si sono invece espressi contro i Verdi, la Sinistra radicale della Gue e gli euroscettici del gruppo Efdd di Ukip e del Movimento 5 Stelle.



"Il Movimento dal quale provengo crede in un'Europa al servizio del cittadino – ha affermato l'eurodeputato 5 Stelle Marco Zullo – e per fare questo abbiamo bisogno di un mercato interno omogeneo e funzionante".

L'eurodeputato si è rivolto così al commissario designato: "Lei ha parlato di agricoltura orientata al mercato, ma la crisi dovuta all'embargo russo e gli studi condotti sull'impatto del Ttip (l'accordo commerciale UE-USA, NdT) stanno mettendo in luce che siamo distanti da questo obiettivo". In particolare, ha dichiarato Zullo, "assistiamo alla concorrenza tra Stati membri, all'interno del mercato europeo, riguardo le stesse tipologie di prodotto e a un sostegno inadeguato per il mantenimento di una domanda costante da parte dei consumatori europei". Per Zullo, quindi, il mercato interno dovrebbe essere in grado di autosostenersi e l'export deve essere "un valore aggiunto". Phil Hogan ha replicato sostenendo che, invece, l'export deve restare vitale per il mercato interno.

Come continua la procedura
Il rapporto di valutazione per ogni commissario candidato sarà ora inviato alla Conferenza dei presidenti di commissione e alla Conferenza dei presidenti del Parlamento UE che, se non richiederà maggiori informazioni e un confronto, dichiarerà l'audizione conclusa. Una volta ricevuti tutti i rapporti di valutazione, il presidente della Commissione Juncker presenterà la squadra e le priorità politiche durante la sessione plenaria. Solo dopo il dibattito, i deputati decideranno, a maggioranza, la composizione della Commissione per i prossimi cinque anni.

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