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Jan Prinsen: ci sono molti cambiamenti nel settore italiano dell'uva da tavola

Il trend watcher belga Jan Prinsen dell'Istituto belga per gli Alimenti Freschi, ha recentemente visitato alcuni vigneti in Italia e si è chiesto se le uve senza semi avranno la meglio sulle ottime uve italiane con semi come la celebre varietà Italia. Inoltre, Prinsen ha indagato sull'evoluzione in corso in Italia nel passaggio dalle uve con semi a quelle senza semi.

I consumatori dovrebbero avere più scelta
Prinsen ha constatato che in Europa una parte dei punti vendita specializzati in frutta non propongono in vendita le uve di varietà con semi Italia. "Il motivo è che i loro clienti preferiscono le uve senza semi. Inoltre, sono venuto a sapere che la catena Albert Heijn in Belgio non ha in vendita le uve con i semi." Prinsen consiglia ai retailer di continuare ad acquistare entrambe le tipologie di uva. "In termini di gusto, il sapore di moscato della varietà Italia continua ad essere superiore. I consumatori dovrebbero avere l'opportunità di imparare a conoscere e consumare entrambe le varietà. Allora, probabilmente, il consumo aumenterebbe pure anche in Belgio e Paesi Bassi." D'altra parte, non si può impedire il progresso. "Il atto che alcuni supermercati non acquistino le uve con semi velocizzerà questo sviluppo."

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In visita presso l'azienda Di Donna
Grazie all'agente Angelo Savino, Prinsen ha avuto l'opportunità di visitare le piantagioni della società Di Donna, sita a Rutigliano (BA), specializzata nelle uve senza semi. "Questa azienda familiare ha una lunga storia nella coltivazione dell'uva ed è stata tra i pionieri nello sviluppo delle uve senza semi. Questa azienda è praticamente riuscita a completare la transizione verso le uve senza semi. Con la responsabile Angela Jorio, abbiamo potuto visitare i vigneti aziendali di San Vito dei Normanni, che si trova vicino a Brindisi. Questi vigneti presentano una superficie di oltre 90 ettari coltivata ad uve senza semi di diverse varietà."



Forte progresso
Otto varietà sono già completamente pronte e verranno presto immesse in commercio. Inoltre, la società è impegnata nello sviluppo di nuove varietà. "Abbiamo potuto anche testare diverse varietà - testimonia Jan - e sono rimasto sorpreso dal loro ottimo sapore. Sono convinto che le uve senza semi abbiano compiuto un forte progresso in questi termini."



"Le piantagioni sono tenute bene e abbiamo visto anche la mole di lavoro che è necessaria per portare una qualità buona sul mercato. Ci si deve occupare regolarmente dei grappoli di uva e questo richiede molta attenzione e tempo. Il confezionamento delle uve non avviene sul campo ma bensì in un centro di imballaggio a Rutigliano. Il 90% circa viene confezionato in cestini di plastica da 500 gr."


Uve confezionate a marchio Di Donna.

L'azienda di famiglia ha testato, complessivamente 30 nuove varietà e in futuro desidera ampliare ulteriormente l'assortimento di uve senza semi.

Nuove varietà
La conclusione di Jan Prinsen è: "Certamente notiamo una forte crescita all'interno dell'Europa per quanto riguarda le uve senza semi. Presso diversi coltivatori ho potuto vedere otto varietà diverse di uva senza semi che non si erano mai viste prima in termini di forma e colori. Secondo noi è giunta l'ora che tutte le uve senza semi vengano poste in vendita con il loro nome, perché le differenze di sapore tra le varietà sono enormi. E' stato davvero istruttivo poter vedere questo cambiamento e questa evoluzione nella produzione italiana di uve senza semi."

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

Data di pubblicazione:



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