Sesto round di negoziati UE-USA per l'accordo di libero scambio transatlantico (TTIP)
A circa un anno e mezzo dal lancio dei negoziati, si è ancora lontani dall'avere testi consolidati per tutti i capitoli negoziali, di cui alcuni sono in stallo, come quello sui servizi finanziari (gli USA sono preoccupati dalla regolamentazione UE), sul riconoscimento dei prodotti agroalimentari e della sicurezza.
Per valutare gli impatti normativi del futuro accordo sull'economia europea, un report è stato realizzato per la Commissione europea dal CESP, il Centre for European Policy Studies; secondo alcune ricerche indipendenti, l'accordo potrebbe far aumentare l'economia europea di 120 miliardi di euro; quella americana di 90; quella del resto del mondo di 100.
Secondo quanto dichiarato dall'ambasciatore degli Stati Uniti presso la UE, Anthony Luzzatto Gardner, l'obiettivo per chiudere il negoziato sul Ttip "rimane la fine del 2015".
Tom Vilsack, il segretario del dipartimento americano dell'agricoltura ha di recente ha fatto visita alle autorità europee a Bruxelles per sollecitare l'Unione Europea a eliminare quelle che vengono definite le "barriere non scientifiche" al libero commercio di prodotti agricoli tra le due aree più ricche del pianeta, appunto la UE e gli USA.
Paolo De Castro, presidente per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha dichiarato che il TTIP ha notevoli implicazioni per il settore agroalimentare, tra cui l'abolizione delle barriere non tariffarie su alcuni prodotti agricoli e di specie di allevamento e la tutela delle produzioni di qualità certificata.
D'altra parte, l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica-Aiab ha chiesto nei giorni scorsi a Renzi di fermare il TTIP, in quanto potrebbe costituire una minaccia al cibo di qualità, ai beni comuni e al diritto alla privacy; inoltre darebbe via libera agli Ogm, alla privatizzazione dei servizi pubblici, alla cancellazione totale di ogni diritto del lavoro.