Dimenticate il tradizionale sapore aspro del kiwi verde tradizionale, perché Dorelì è più delicato, con un equilibrio tra l'aspro e il dolce. La buccia è marrone e senza peli, mentre l'interno è di un giallo intenso; ma il vero asso nella manica di questo frutto sono i suoi valori nutrizionali. E' ricco di vitamina A,C e K, ha ottime proprietà antiossidanti, com'è ricco di fibre e ha un bassissimo apporto calorico.
Tutto questo, spiega Carola Gullino, amministratrice insieme al fratello Giovanni del Gruppo Gullino, "lo rende perfetto per un target molto ampio di persone, dai bambini alle famiglie agli sportivi molto attenti alla nutrizione".
Creato e prodotto in Italia
Un altro asso nella manica per il successo commerciale di Dorelì è la sua provenienza, in tutto e per tutto è un prodotto italiano: si tratta infatti del nome commerciale della varietà di kiwi precoce Soreli, uno dei pochi progetti italiani di sviluppo varietale sul kiwi giallo (Università di Udine), mentre la produzione è ottenuta tutta nel Lazio. Qui la Gullino produce il 40% della propria frutta e il particolare clima è ideale per il kiwi giallo, che di suo ha bisogno di ambienti più temperati e caldi del fratello a polpa verde.
Carola e Giovanni Gullino.
"La chiave vincente è il controllo di tutta la filiera – continua Giovanni Gullino – Vogliamo un prodotto di elevata qualità, che ci differenzi dai grandi club. Dorelì, il cui nome rimanda al sole e al suo colore, mantiene una forte identità di kiwi giallo nato in Italia. Soreli è una varietà relativamente recente e siamo stati tra i primi a crederci – prosegue Giovanni – ma serviva conoscerne tutti i segreti, così l'abbiamo studiata attentamente per migliorarne la durata e la conservazione. Oggi la nostra conoscenza di questa varietà tutta italiana è in grado di portare sul mercato un prodotto che può differenziarci dai nostri competitors."
Il target commerciale
Il nuovo brand di kiwi di qualità premium e a residui zero sarà destinato a un segmento di consumatori alto-spendenti e si collocherà in una fascia di prezzo medio-alta; soprattutto sarà commercializzato all'estero, dove già il Gruppo Gullino è forte, esportando il 90% della propria produzione.
"All'inizio – riprende Giovanni Gullino - avevamo davanti due possibilità: puntare laddove il kiwi giallo è già molto conosciuto e consumato, oppure su paesi ancora vergini, dove non incontriamo competitors, ma dove pure il kiwi giallo sarebbe una novità assoluta. La scelta è stata di percorrere entrambe le strade."
"Punteremo molto sulla Spagna – dichiara l'amministratore delegato - perché, oltre che essere un nostro cliente storico, è pure un gran consumatore di kiwi giallo, a differenza del Nord Europa che invece non ne va matto. Altro obiettivo sarà poi il Canada, dove già lavoriamo molto con un'importante catena. In questi anni abbiamo testato il mercato nordamericano e penso ci potrà dare delle soddisfazioni perché lì il kiwi è ancora considerato un prodotto di nicchia. La sfida è educare il consumatore alla qualità del kiwi italiano che ci differenzia da quello neozelandese."
Non è però escluso che sarà possibile trovare Dorelì anche sugli scaffali della Gdo italiana dove, dice Giovanni, "siamo in trattativa".
Il marketing
Ad accompagnare la commercializzazione ci sarà anche una campagna di comunicazione curata dall'Italia Brand Group e che partirà tra fine agosto e i primi di settembre, con un leggero anticipo sulla disponibilità di Dorelì. Il claim 'Dorelì. Dolce, buono, di successo' già svela che si punterà molto sui valori nutrizionali e sulla genuinità del prodotto.
"E' stato allestito un minisito – aggiunge Carola Gullino – mentre sono previste inserzioni pubblicitarie sulle testate trade. Nei punti vendita ci saranno invece stand e degustazioni. Anche il packaging verrà brandizzato Dorelì e ogni confezione sarà accompagnata da una mini guida che illustra al consumatore le proprietà di quest’ottimo kiwi e il modo migliore per consumarlo, con tanto di ricette. E' stato realizzato anche un video virale che verrà lanciato su Internet e sui social network. L'obiettivo è presentare il prodotto al trader, ma stringendo l'occhio anche a un consumatore molto attento alla qualità e ai valori nutrizionali."
Tempo permettendo, la raccolta di Dorelì inizierà tra la terza decade di settembre e la prima di ottobre. Giovanni spiega: "Con l'Università di Torino abbiamo studiato questa varietà per trovare il giusto rapporto tra la sostanza secca e i gradi Brix (tenore zuccherino) tale da estenderne il più possibile la commercializzazione: l'ideale sarebbe riuscire a conservarlo al meglio dal momento della raccolta fino a febbraio, ma ci accontentiamo anche di arrivare a gennaio."
Ancora presto per parlare di volumi di produzione ma, conclude Giovanni, "se il meteo ci permetterà di commercializzare il 100% della produzione premium allora potremmo viaggiare sulle 2-4mila tonnellate".
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