Saranno analizzate alcune delle principali problematiche che i produttori debbono affrontare sotto il profilo tecnico - fra le quai la scelta varietale, la fertilizzazione e l'irrigazione - e fitosanitario, nonché la valorizzazione di questo prodotto che, come tutte le altre produzioni ortofrutticole, segna un calo dei consumi.
FreshPlaza ha chiesto a Luciano Trentini (in foto), vicepresidente di Areflh, le motivazioni all’origine di questo evento."Sono ormai molti anni che non si parla più di melone a livello internazionale – riflette Trentini - mentre questa specie sta conquistando nuovi spazi produttivi nel mondo: la produzione mondiale ha raggiunto 32 milioni di tonnellate, con un aumento di oltre il 10% negli ultimi 5 anni. La Cina è al primo posto con oltre 1,7 milioni di tonnellate seguita a lunga distanza dai paesi del Bacino del Mediterraneo quali Turchia, Iran, Egitto, ma anche Spagna, Marocco, Italia e Francia, tutti nei primi 15 paesi produttori di melone. Bastano questi numeri per motivare la scelta di organizzare questo convegno."
Le novità dell'import export
"Il flusso dell'import/export – spiega il vicepresidente Areflh - sta assumendo un valore commerciale sempre crescente in Europa, dove il consumo del melone, da stagionale, è diventato possibile lungo tutto l'arco dell'anno."
"Nuovi paesi produttori, non solo del bacino del Mediterraneo, guardano con crescente attenzione al mercato europeo: Marocco, Spagna, Tunisia, fra quelli più conosciuti, ma anche il Senegal, nuovo paese esportatore, e soprattutto i paesi dell'America del Sud - in particolare Brasile, Costarica e Honduras - che in controstagione commercializzano in Europa anche quantitativi importanti. Il convegno di Perpignan rappresenta anche l'occasione per analizzare questo aspetto, in un'ottica di cambiamento dei gusti del consumatore. Non a caso, il melone sta vivendo un nuovo modo di essere consumato, anche come prodotto di quarta gamma."
Il mercato italiano
"l mercato italiano del melone è abbastanza stabile – dichiara Trentini - Se ne coltivano poco più di 20.000 ettari per un totale leggermente superiore alle 460.000 tonnellate. La produzione vede un predominio delle imprese che coltivano al sud Italia, in particolare in Sicilia, dove sono presenti diverse tipologie di prodotto: retato americano, charenthais, gialletti. Disponibili per lunghi periodi in quanto ottenuti sia in serra che in pieno campo. Queste produzioni anticipano e integrano quelle provenienti dagli areali del nord, come il distretto tra Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia in cui il melone è prodotto e commercializzato spesso dalle medesime imprese, sempre più strutturate e organizzate, in grado di gestire grandi quantitativi di prodotto provenienti non solo da queste zone, ma anche dal meridione e dall'estero."
Quali aspettative per questo convegno
"A livello europeo abbiamo situazioni abbastanza diversificate – osserva Trentini - in particolare per quanto riguarda le tipologie di prodotto immesse sul mercato. In Spagna, la coltivazione riguarda prevalentemente meloni del tipo Piel de Sapo ed concentrata prevalentemente nella Regione di Castiglia la Mancia. In Francia la produzione è basata sulla coltivazione di tipi Charentais, prevalentemente nei bacini produttivi del Sud-Est, del Sud-Ovest e del Centro-Ovest. In Italia, dominano il mercato i meloni retati coltivati al Nord e al Sud del paese."
"Una situazione variegata sotto il profilo produttivo, dunque, che sembrerebbe essere esente da crisi di mercato. Invece, l'elevata deperibilità del prodotto spesso costringe i produttori a immettere sul mercato forti quantitativi, con conseguenti depressioni del prezzo di mercato, mettendo a rischio il reddito d'impresa. Areflh crede che favorire lo scambio di informazioni fra sistemi produttivi dei differenti paesi possa in qualche caso limitare tali rischi e, a Perpignan, intende analizzare le iniziative messe in atto dai singoli paesi partecipanti per prevenire o gestire le crisi di mercato di questo prodotto."
"Un altro obiettivo legato al Convegno di Perpignan – conclude Luciano Trentini - è l'attivazione di un Osservatorio euromediterraneo in grado di monitorare le produzioni e gli andamenti di mercato di alcune importanti specie ortofrutticole fra cui il melone, previsto dal Progetto Arbomed. Dal convegno non ci aspettiamo ricette miracolose ma crediamo che il confronto possa portare nuove idee e informazioni utili per tutti coloro che, dalla coltivazione o commercializzazione del melone, traggono il giusto reddito."