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Le tendenze in atto nel mondo del retail da qui al 2020

Nonostante la crisi da affrontare, i retailer sembrano guardare al futuro con ottimismo. Per investire oggi, tuttavia, non basta sapere cosa richiederà il mercato domani. Rinnovare un punto vendita ad esempio - sia dal punto di vista strutturale sia in termini di innovazioni tecnologiche - rappresenta spesso un investimento di capitale a lungo termine, con impatti per i successivi 10-15 anni. Cosa succederà, quindi, da qui al 2020?



Alcune tendenze sono già ampiamente delineate: l'invecchiamento demografico della società occidentale, una maggiore consapevolezza verso i temi ecologici, la ricchezza delle nazioni distribuita in maniera sempre più diseguale e la riduzione del potere d'acquisto della classe media. Ma quali elementi ancora non evidenti caratterizzeranno il futuro della vendita al dettaglio?

Il clima e gli eventi influenzano i consumatori, ma non solo
Un inverno freddo, un'estate piovosa o anche l'euforia generata da eventi sportivi, quali i Mondiali di calcio, possono far aumentare i volumi di vendita o almeno spingerli verso un incremento. I retailer devono quindi prestare molta attenzione sia a eventi di breve momento (come le gare sportive) sia ai cambiamenti sociali a lungo termine.

Tra i cambiamenti in atto nelle società "mature", per esempio, i ricercatori statunitensi indicavano già dagli anni Ottanta la tendenza delle persone a "imbozzolarsi", cioè a rimanere di preferenza tra le pareti domestiche e migliorare il proprio spazio vivibile dentro casa; attitudine che certamente ha favorito, nel lungo termine, le modalità di acquisto online.

Anziani: gruppo di consumatori con un elevato potere d'acquisto
Le catene di supermercati devono adattarsi alle esigenze delle persone più anziane. Corsie larghe, buona illuminazione e cartellonistica più grande nei punti vendita, ad esempio, favoriscono un certo apprezzamento da parte delle persone anziane. Questo gruppo di consumatori sta diventando sempre più importante, infatti, in quanto mostra un potere d'acquisto mai registrato prima nella storia europea.

Sostenibilità nella distribuzione organizzata
Il green marketing sta prendendo piede da molti anni ormai. Nel 2010 supermercati come Rewe in Germania e Spar in Austria hanno fatto parlare di loro in merito all'attenzione rivolta al problema dell'impronta ambientale nella costruzione dei negozi, alla riduzione dei costi energetici grazie all'introduzione delle luci a LED e alla maggiore consapevolezza nei confronti dell'ambiente anche nella gestione della catena del freddo.



La distribuzione deve investire nella fiducia del consumatore: le nuove tecnologie potrebbero aiutare i retailer in questo. Per mezzo, ad esempio, della tecnologia RFID, è possibile rintracciare i singoli lotti e ritirarli prontamente dal mercato in caso di richiami di prodotto per problemi di sanità e sicurezza.

Internet, superstore e le piccole-medie imprese
I consumatori stanno sviluppando un desiderio sempre crescente per i prodotti di origine locale. Questo crea nuove opportunità per i piccoli commercianti locali di specializzarsi e offrire un ottimo servizio. Questo però non basta a contrastare lo strapotere di Internet e dei superstore.



Internet sta diventando un grosso centro commerciale globale, dove i prezzi sono più facili da confrontare; anzi, i negozi specializzati lamentano quello che si può definire come un "furto di consulenza": le persone infatti entrano in negozio, chiedono consigli dettagliati sui prodotti, ma poi procedono con l'acquisto online. Si segnala, inoltre, l'incremento dei grandi centri commerciali alle periferie delle città, spuntati ovunque in Europa, che attraggono i clienti a discapito delle piccole-medie imprese.
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