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Il resoconto di due incontri tecnici organizzati a Policoro (MT) e Faenza (RA)

Terremerse: melograno e noce da frutto, due possibili alternative alla frutticoltura tradizionale

Di melograno si è parlato a Policoro, in provincia di Matera, nel corso di un incontro organizzato per gli agricoltori dell'area metapontina cui ha partecipato il presidente di Terremerse, Marco Casalini, il quale ha illustrato le proposte della Cooperativa.



"Proporremo la coltura del melograno ai nostri associati del Metaponto e dell'area di Latina, dove attualmente viene coltivato il kiwi, come possibile alternativa per le aziende che sono state colpite da attacchi di Sharka delle drupacee e di Batteriosi (PSA) dell'actinidia", ha spiegato Casalini, preannunciando: "Nel 2014 Terremerse aderirà al Consorzio Pomgrana il cui obiettivo è quello della valorizzazione i frutti di melograno prodotti dai propri associati."

L'argomento è stato approfondito da Giacomo Linoci, presidente di Pomgrana, il quale ha anche presentato le due varietà di melograno commercializzate in esclusiva dal Consorzio: Acko e Wonderful One. Le due varietà sono brevetti israeliani e le piante sono prodotte e distribuite in Italia dai vivai Cairo&Doutcher di Copertino di Lecce.



A seguire, Uzi Cairo della Cairo&Doutcher ha parlato delle tecniche colturali da adottare per la coltivazione delle due varietà, tecniche messe a punto dalla Cairo&Doutcher in collaborazione con il costitutore israeliano in 10 anni di sperimentazione effettuata nell'area salentina. "Gli areali ideali per la coltivazione di Acko e Wonderful One sono quelli dell'Italia centro-meridionale e quindi dall'agro pontino nel Lazio, fino alla Sicilia", ha concluso Cairo.

A Faenza, in provincia di Ravenna, si è invece tenuto un incontro informativo sul noce da frutto. Il presidente Casalini ha introdotto i lavori: "Il noce rappresenta per l'Emilia-Romagna un'interessante coltura alternativa da introdurre in aziende di medie e grandi dimensioni, in quanto è totalmente meccanizzabile e richiede quindi investimenti difficilmente ammortizzabili su superfici di ridotte dimensioni. La Cooperativa offrirà ai propri soci la possibilità di coltivare noci da frutto, garantendo anche le opportune risorse previste dall'OCM ortofrutta."



All'incontro ha partecipato il prof. Bruno Marangoni dell'Università di Bologna, che ben conosce questa coltura, avendo seguito per anni gli impianti della California, una delle aree più importanti a livello mondiale per la produzione di frutta secca e, quindi, anche di noci. Marangoni ha presentato le enormi possibilità che esistono per le noci in Italia perché "a fronte di un consumo in aumento dovuto alle grandi proprietà nutritive e funzionali delle noci, importiamo ancora oltre l'80% del nostro fabbisogno".



Tra le condizioni necessarie per realizzare un impianto redditizio di noce da frutto: un minimo di 10 ettari; completa meccanizzazione delle operazioni colturali dalla potatura fino alla raccolta; terreni profondi, fertili e ben drenati; buone disponibilità di acqua nel periodo estivo; clima temperato. L'Emilia-Romagna pertanto ha le condizioni pedoclimatiche ideali per la coltura).

Infine, Marangoni ha sottolineato un aspetto importante del noce da frutto: "La sua entrata in produzione è abbastanza lenta, dopo il quinto anno; un fattore che però si può migliorare mediante l'utilizzo di materiale vivaistico adeguato e di appropriate tecniche colturali".

Per maggiori informazioni: ortofrutta@terremerse.it

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