Luca Battaglio: l'offerta del melone d'importazione e' in sinergia con quella italiana

Il Gruppo Battaglio seleziona, importa e distribuisce in Italia una vasta gamma di frutta, compresa quella esotica, con una particolare specializzazione in banane e ananas. La produzione proviene sia dalle consociate del Gruppo sia da fornitori esterni che garantiscono la qualità del prodotto.

FreshPlaza ha intervistato Luca Battaglio (nella foto accanto), presidente del Gruppo, per fare il punto sull'importazione dei meloni controstagionali.

FreshPlaza (FP) - Signor Battaglio, da quali paesi importate i meloni?

Luca Battaglio (LB) – Dal Brasile importiamo circa 500 pallet all'anno di melone Gialletto, mentre dalla Costa Rica i pallet sono 2.000 tra Gialletto, Carribean Gold, Charentais e Piel de Sapo. I volumi più importanti sono quelli che riceviamo dalla Costa Rica perché, al contrario di quanto avviene nei paesi del nord Europa, i nostri consumi sono sensibili alla stagione e si acquista frutta preferibilmente con clima primaverile-estivo. In Italia, infatti, i maggiori consumi di melone d'importazione si concretizzano tra metà marzo e tutto il mese di aprile.

FP - Quando parte la campagna del prodotto di importazione e fino a quando dura?

LB – Dal Brasile iniziamo con i primi arrivi a ottobre e terminiamo a metà febbraio mentre dalla Costa Rica riceviamo prodotto dalla fine di gennaio fino a circa la metà del mese di maggio.

FP – In testa e in coda a questi periodi c'è sul mercato anche disponibilità di prodotto italiano?

LB – La nostra offerta è complementare a quella nazionale. In ottobre c'è ancora prodotto in alcune regioni, così come a fine aprile inizia la produzione in Sicilia, ma si tratta di brevi momenti di sinergia, non di una vera sovrapposizione.

FP - Le tipologie e varietà di melone importate sono uguali a quelle nazionali?
Cerchiamo di avere un'offerta in linea con le abitudini alimentari italiane. Per questo, ad esempio, non importiamo il melone Galia, da noi poco apprezzato. Acquistiamo invece il Gialletto dal Brasile perché in Italia è considerato un melone tardivo e quindi "copre" bene il periodo invernale, mentre aspettiamo i frutti a polpa arancione dalla Costa Rica quando le nostre temperature si alzano.



FP - A che livello si collocano i prezzi del prodotto d'importazione? La presentazione è differente dal packaging nazionale?

LB - I prezzi sono in funzione della domanda e il melone d’oltremare risente di una minor oscillazione rispetto al prodotto nazionale, che vive la sua stagione commerciale in condizioni di forte consumo, forte offerta ed è anche sottoposto a variazioni di tipo climatico. Rispetto ad altri prodotti di importazione, come pere mele e arance, però, il melone subisce sicuramente maggiori variazioni di prezzo.

Per quanto riguarda la confezione, è molto simile a quella del prodotto nazionale, le eventuali differenze non sono rilevanti.

FP - I supermercati stabiliscono in anticipo le forniture di melone d'importazione?

LB – C'è una forma di fidelizzazione del cliente su programmi di import per mele, pere, arance, limoni e sicuramente banane e ananas. Diciamo che sappiamo su quali clienti contare e loro sanno di poter confidare su programmi di importazione sicuri in termini qualitativi e quantitativi.

FP – Avvertite l'impatto della crisi economica sulle importazioni?


LB – Indubbiamente un impatto c'è, anche se è difficile da quantificare. Per valutare la positività di una campagna di importazione, bisogna considerare anche l'offerta. E, attualmente, in Europa arriva meno prodotto perché si dà la precedenza ad altre destinazioni, come gli Stati Uniti, i Paesi arabi e quelli asiatici.



FP - Quali sono i principali ostacoli all'export per i paesi fornitori dell'Italia?

LB – Particolari vincoli fitosanitari o burocratici non ce ne sono; forse una certa diffidenza per un mercato, come quello del Vecchio Continente, in contrazione e il rischio di incontrare aziende non così affidabili.

FP – La ricerca sta già lavorando per estendere la stagione produttiva italiana del melone; pensa che verranno introdotte nuove cultivar precoci o tardive?

LB – E' già stato fatto un grande lavoro per ampliare la disponibilità del prodotto: l'offerta italiana di melone va da fine aprile a fine ottobre ed è più che sufficiente.

La fase successiva, ora, consiste nell’investire in innovazione varietale per ottenere meloni con una maggiore qualità gustativa, a vantaggio del consumatore, e al contempo una maggiore shelf-life, a beneficio del mondo distributivo.

FP - La qualità del prodotto di importazione differisce da quella del prodotto nazionale?

LB – Dovendo viaggiare per 2-3 settimane in nave, sicuramente il prodotto arriva con una qualità differente rispetto al melone raccolto e inviato subito al consumo. Tuttavia, il progresso degli ultimi anni ci permette di gestire un frutto ugualmente dolce e saporito.

Contatti
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