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"Sisma: "Arrivano i finanziamenti all'agricoltura, ma serviranno per pagare le tasse"

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge di completamento della disciplina di accesso ai finanziamenti per il pagamento di tributi e contributi sospesi in occasione degli eventi sismici che hanno colpito le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto nel maggio 2012. Si è chiarito che il meccanismo di finanziamento, dal prossimo 16 dicembre, vale anche per le aziende agricole terremotate.

"Finalmente si è fatta chiarezza – sottolinea Confagricoltura – ma resta il problema che gli agricoltori terremotati non sono nelle condizioni di adempiere agli obblighi di legge. Andrebbero sostenuti negli sforzi di ripresa e di ricostruzione, e invece sono costretti a procedure farraginose per rispettare scadenze fiscali e contributive".

"Non comprendiamo – conclude Confagricoltura - perché non sia stato seguito il sistema definito a suo tempo per i terremotati dell'Abruzzo, che prevedeva che la riscossione avvenisse in modo rateale, dopo un congruo periodo di sospensione".

Golpe fiscale

Nel frattempo, il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, nell'editoriale dell'ultimo numero di "Mondo Agricolo", il periodico della confederazione, scrive: "Quello che si va consumando ai danni delle imprese agricole è una sorta di golpe fiscale con cui si cambiano in corsa le regole del gioco e per di più in forma retroattiva".

Infatti, secondo Guidi, il combinato disposto di "un aumento del 15% di imposizione sui redditi dominicali e di un altro 15% sul reddito agrario, sommato all’aumento dell’Iva, all’Imu e alla serie di incrementi di tasse che abbiamo subito come tutti gli altri imprenditori significa pagare il triplo di quanto si pagava prima".

"Ma soprattutto - osserva Guidi - l’abrogazione della norma che concede alle società di persone e di capitali che svolgono esclusivamente attività agricola la facoltà di optare per la determinazione del reddito su base catastale, anziché in base al bilancio, è in evidente contrasto con la libertà d’impresa e con gli obiettivi di crescita del settore".

"Non possiamo continuare a sentir parlare delle glorie del cibo made in Italy - si sfoga l’imprenditore - enumerare le centinaia di denominazioni d’eccellenza, enfatizzare il compiacimento di far scuola nel mondo con la dieta mediterranea e poi accorgerci che le stesse persone condannano l’agricoltura, con le uniche decisioni che ci riguardano in un mare di non decisioni, a morire nella propria marginalizzazione".
Data di pubblicazione: