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Frodi, Aiab: piu' controlli sull'import e piu' filiera corta

"Contro le frodi alimentari nel bio più controlli sull'import e più filiera corta". Lo dice Alessandro Triantafyllidis, presidente nazionale AIAB (Associazione italiana per l'agricoltura biologica), a proposito dell'operazione "Gatto con gli stivali" e sottolinea: "Dalle indiscrezioni raccolte emerge che le aziende agricole italiane siano non solo completamente scevre da responsabilità, ma vittime di queste frodi, facilitate dagli appetiti determinati dalla crescita dell'import, a cui purtroppo non ha seguito un proporzionale aumento dei controlli, e dalla vendita nei tradizionali canali a filiera lunga, che rendono più difficile la tracciabilità lungo tutta la catena alimentare".

"L'eclatante frode smascherata dalla Guardia di Finanzia di Verona - prosegue Triantafyllidis - ha messo in luce delle debolezze del settore che AIAB ha più volte sottolineato. Innanzitutto il problema delle materie prime importate, che coinvolge in particolare i prodotti che confluiscono nelle filiere zootecniche, come soia e orzo, o nelle lunghe filiere di pastificazione e panificazione. In seconda istanza la farraginosità del sistema di certificazione e degli enti preposti a controllare i controllori. Nei mesi passati, vista anche l'espansione in controtendenza del bio rispetto al resto dell'agroalimentare, avevamo già lanciato l'allarme sull'infiltrazione della criminalità organizzata nel settore chiedendo maggiori e più stringenti controlli e lo stesso pretendiamo rispetto a imprenditori privi di scrupoli, attratti solo da un business in costante crescita. E' infatti evidente che la crescita continua dei consumi e le grande vitalità del settore attirano gli interessi della speculazione e della criminalità. Da parte nostra, per ovviare alle debolezze del settore, ci siamo attivati su diversi fronti per dare trasparenza e affidabilità al bio italiano".

"Le iniziative di AIAB - conclude Triantafyllidis - puntano ad accorciare la filiera ovunque ciò sia possibile, a proporre prodotti biologici ed italiani, provenienti da aziende interamente bio, e possibilmente garantite dal marchio Garanzia AIAB, e a costruire filiere tutte italiane. Per quanto concerne la certificazione e i controlli, AIAB chiede da tempo l'utilizzo della telematica e controlli incrociati, così come un database pubblico con tutte le informazioni raccolte dagli organismi di controllo, strumenti non graditi ad alcuni enti di controllo nazionali". 

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