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Batteriosi actinidia: presentati dall'Universita' della Tuscia ulteriori risultati su biologia/epidemiologia e su prove di contenimento di Psa (2010-2011)

Una nutrita platea di Tecnici ed Agricoltori ha partecipato all’incontro tenutosi presso l’Istituto Tecnico Agrario "S. Benedetto" a Borgo Piave di Latina, lo scorso venerdì 2 Dicembre.

L'incontro, particolarmente partecipato, dalle 17.00 si è protratto sino alle 20.00 in virtù di una stimolante discussione che ha visto il Prof. Balestra del DAFNE dell’Ateneo di Viterbo affrontare le molteplici questioni sollevate dai presenti.

Durante l’incontro sono stati presentati dati inerenti recenti acquisizioni scientifiche sulla biologia ed epidemiologia dell’agente causale del cancro batterico dell’actinidia, Pseudomonas syringae pv. actinidiae (Psa), i risultati conseguiti per il terzo anno consecutivo sugli stessi impianti di actinidia a polpa verde ed a polpa gialla in merito al contenimento della batteriosi, nonché i risultati in merito alle produzioni di kiwi ottenute nell’ultima stagione negli impianti sottoposti a sperimentazione.



Sono state ripercorse e rimarcate le differenti attività di prevenzione e le tecniche agronomico-colturali, fondamentali a prescindere per il successo di un protocollo sperimentale che conferma nel tempo le proprie fondamenta per un’effettiva convivenza con questa batteriosi, come per salvaguardare i redditi della aziende agricole.

E' stata descritta l’attuale situazione mondiale in riferimento alla batteriosi, con particolare riferimento a quanto sta verificandosi in Nuova Zelanda, sia in termini di diffusione della patologia, sia in termini di strategie di difesa adottate nell’altro emisfero. A tal proposito, il problema dell’autorizzazione all’impiego di antibiotici per il controllo di Psa in Nuova Zelanda (vedi anche precedente articolo) sta destando una giustificata e crescente attenzione e preoccupazione; su questo argomento il DAFNE ed il CRA-FRU, congiuntamente, già lo scorso settembre hanno sollecitato un’opportuna attività da parte delle Autorità preposte in merito.

Nei differenti impianti di actinidia a polpa verde e a polpa gialla delle provincie di Latina e di Viterbo affetti da cancro batterico, il protocollo sperimentale adottato conferma che è possibile contenere significativamente l’incidenza della malattia e, al tempo stesso, determinare delle ottime produzioni in termini quanti-qualitativi in grado di tutelare e salvaguardare un reddito importante in un contesto particolarmente difficile. Le piante sottoposte al protocollo sperimentale rispondono positivamente in funzione dell’attività dei principi attivi impiegati, che si esplica principalmente all’interno delle piante stesse, ed i risultati ad oggi conseguiti sono tangibili.

La convivenza con Psa è possibile; la ricerca prosegue le proprie attività per migliorare le conoscenze e fornire ulteriori elementi a supporto dell’intera filiera, ma l’attenzione deve essere mantenuta elevata e differenti sono gli aspetti che non devono essere sottovalutati.

Nei prossimi mesi saranno pubblicati a livello internazionale e divulgati anche a livello nazionale, ulteriori ed importanti risultati conseguiti dal gruppo di ricerca dell’Università della Tuscia. Si tratta di fondamentali acquisizioni scientifiche relative il sequenziamento dell’intero genoma delle differenti e principali popolazioni mondiali di Psa ed ai conseguenti risvolti circa la probabile origine come allo spostamento intercontinentale nel tempo del batterio, sia in riferimento alle influenze ambientali, alle strategie di attacco del patogeno, come alla reazione delle piante di actinidia attaccate da Psa.

Prosegue pertanto, e senza sosta, il lavoro della ricerca italiana ed in particolare la produzione scientifica da parte dai centri di ricerca della Regione Lazio. I ricercatori stanno lavorando assiduamente alla problematica da diversi anni ed è auspicabile che, con un crescente concorso delle differenti Realtà produttive/Autorità preposte, la qualità dei risultati da loro conseguiti possa ulteriormente migliorare la coltivazione dell’actinidia e la produzione del kiwi Made in Italy, contrastando efficacemente questa fitopatia ed il suo agente causale.

Per maggiori informazioni:
Prof. Giorgio M. Balestra
DAFNE (Department for Agriculture, Forestry, Nature and Energy)
University of Tuscia
Via S. Camillo de Lellis
01100 Viterbo
Tel.: (+39) 0761 357474
Cell.: (+39) 333 4246404
Fax: (+39) 0761 357473
Email: balestra@unitus.it
Web: www.unitus.it
Skype: giorba5618
Pagina personale: www.agraria.unitus.it/interna.asp?idCat=244

Data di pubblicazione:



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