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"Polemica sui criteri proposti dalla Commissione UE per considerare un agricoltore "attivo"

Divampa la polemica sulla figura dell'agricoltore "attivo", a cui dovevano essere riservati gli aiuti comunitari. Secondo l’ultima proposta della Commissione UE, sono da considerare "agricoltori attivi" tutti coloro (persone e società) che ricavano almeno il 5% del reddito totale dall’attività agricola. Ciò significa che un notaio che possiede una florida fattoria, da cui ricava il 5% del proprio reddito, per la Commissione UE è un agricoltore attivo, meritevole di essere sostenuto economicamente.

Il criterio proposto dalla Commissione è grottesco. Rispetto alla situazione attuale cambierà poco o nulla. Succederà nuovamente che molti operatori che nutrono uno scarso o nullo interesse per l’esercizio dell’attività agricola investiranno nel settore unicamente per sfruttare i redditi garantiti forniti dal regime dei pagamenti diretti. I non agricoltori continueranno a percepire ingenti risorse pubbliche per il solo fatto di essere proprietari terrieri. Si rinnoverà lo scandalo di oltre 150.000 ettari senza alcun legame con l’agricoltura, ma con premi PAC fino a un milione di euro.



La regina Elisabetta per la sua "fattoria" a Sandringham (la regina del Regno Unito ha un patrimonio personale di 300 milioni di euro) riceve mezzo milione di euro all'anno. Suo figlio Carlo 200.000 euro. Il duca di Westminster (7 miliardi di euro di patrimonio personale) 540.000 euro. Nella lista dei beneficiari c'è persino il miliardario russo Abramovich, tra l'altro proprietario della squadra di calcio del Chelsea, con oltre 500.000 euro. Gli aiuti al reddito se li prendono anche, fra gli altri, il principe Alberto di Monaco (300.000 euro l’anno), la multinazionale Nestlè (un milione di euro l’anno), la Royal Dutch Shell e la Philip Morris.

La Corte dei Conti europea aveva raccomandato alla Commissione di destinare gli aiuti solamente agli agricoltori attivi e di definire più chiaramente i terreni e le attività agricole ammissibili al fine di escludere le attività che non contribuiscono ad accrescere la produttività agricola. L'agricoltore "attivo", che ristabiliva un legame tra aiuti e attività agricola, doveva essere, secondo la Magistratura europea, il principio cardine della nuova Politica agricola. La Commissione ha formalmente aderito alla raccomandazione della Corte dei Conti, ma nei fatti l'ha completamente disattesa.

Con la percentuale del 5% gli agricoltori attivi sono praticamente tutti. La percentuale del 5% è tale che può essere spiegata solo con la pressione delle solite potenti lobbies che non vogliono rinunciare a spartirsi i fondi UE.
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