Proprio da questa situazione si è concretizzato l'impegno in azioni di miglioramento genetico fortemente finalizzate alle esigenze del sistema produttivo romagnolo, che richiede non solo varietà rispondenti a precise caratteristiche produttive e qualitative, ma anche il "controllo" delle stesse, al fine di impostare precise politiche commerciali, indispensabili per garantire stabilità e prospettiva di reddito ai frutticoltori specializzati dell'Emilia-Romagna.

Un esempio efficace di convergenza di intenti e risorse tra pubblico e privato di fronte a tali esigenze è il progetto di miglioramento genetico MAS.Pes, coordinato dal CRPV, Centro ricerche produzioni vegetali, cui partecipano la Regione Emilia-Romagna, le principali OP (ApoConerpo, Apofruit Italia, Orogel Fresco e PempaCorer, che da sole rappresentano oltre il 60% dell'intera produzione emiliano-romagnola) e le Fondazioni Cassa di Risparmio di Imola, Ravenna, Forlì, Cesena, Faenza e Lugo.
Basato sulla genomica, e in particolare sulla MAS (Marker-Assisted Selection, la cosiddetta "selezione assistita"), il programma è in grado divelocizzare ed anticipare di almeno un quinquennio le fasi di selezione e studio dei nuovi materiali genetici finalizzati a nuove varietà, rispetto alle procedure tradizionali.
Mercoledì scorso - 6 luglio 2011 - a Cotignola (RA), in presenza dell'Assessore Tiberio Rabboni, si è tenuta una riunione operativa MAS.Pes proprio per fornire alle OP, Fondazioni ed Istituzioni coinvolte un aggiornamento sullo stato dell’arte della ricerca.
FreshPlaza ha chiesto a Giampiero Reggidori, Presidente del CRPV, una sintesi di quanto emerso.
“Tramite questa preziosa e importante sinergia - ha detto Reggidori - si sono finalizzate le attività, orientandole alla creazione di nuove gamme varietali di alto pregio qualitativo, da proporre alla distribuzione moderna con continuità d'offerta e in grado di rappresentare un elemento qualificante della produzione regionale di albicocche, pesche e nettarine".
Al quarto anno dall'avvio del nuovo progetto, si è oggi in grado di presentare interessanti risultati sul fronte della genomica, con la definizione dei primi marcatori molecolari, ma anche su quello del materiale selezionato nel corso del decennio di sviluppo delle attività di incrocio: allo stato sono disponibili infatti una serie di selezioni di pesco e nettarine, e diversi genotipi di albicocco, potenzialmente in grado di essere licenziate come nuove varietà.
"Il CRPV - ha continuato Giampiero Reggidori - è stato il catalizzatore delle attività di breeding con la collaborazione scientifica del Dipartimento di Produzioni Vegetali dell'Università di Milano, del Dipartimento di Coltivazioni Arboree delle Università Bologna, del Parco Tecnologiche Padano e di Astra, in stretta collaborazione con le Organizzazioni di produttori coinvolte non solo nel finanziamento, ma anche nella validazione dei risultati conseguiti".
Insomma una vera e propria "filiera della sperimentazione e della ricerca", finalizzata a proporre ai suoi agricoltori nuove cultivar di elevata qualità e serbevolezza, ottenute e selezionate a livello locale, tutti elementi strategici per il rilancio della frutticoltura d'estate romagnola.