Il pregiato kiwi francese della regione dell'Adour sta fronteggiando anch'esso la comparsa, su 180 ettari, della batteriosi dell'actinidia (PSA). Ben 40 ettari di frutteti sono già stati eradicati.Il rischio di contenimento dell'infezione è assai difficile, data la facilità con la quale il batterio responsabile si diffonde nell'ambiente, trasferito dal vento e da altri agenti atmosferici. Secondo i produttori della zona, già un 6% della produzione de l'Adour è stato sacrificato, nella speranza di proteggere il resto dei frutteti, per il prossimo raccolto di novembre.
Nel frattempo, i tecnici francesi sono al lavoro nei campi per rilevare ogni minimo segno di contagio; anche i produttori hanno alzato la vigilanza. A inizio aprile, inoltre, i francesi hanno invitato Joel Vanneste, il ricercatore neozelandese che sta studiando la PSA.
Anche se al momento non esiste un metodo curativo, i produttori si basano sulla lotta biologica e mirano ad ottenere una deroga di 120 giorni (rinnovabile) per il trattamento dei frutteti mediante l'impiego di un altro batterio, naturale nemico del batterio Pseudomonas: "Questo batterio utile - spiegano i produttori - neutralizza quello responsabile della PSA e ne prende il posto. Il batterio utile viene già impiegato su altre specie".
La batteriosi rimane comunque un prezzo molto salato da pagare: oltre alla riduzione della capacità produttiva negli anni a venire, il trattamento di lotta biologica ha un costo elevato, pari a 1.500 euro/ettaro, come anche l'abbattimento delle piante (3.000 euro/ettaro).
La filiera si incontrerà la prossima settimana per fare il punto della situazione e richiedere un aiuto finanziario.