La forza di un territorio spendibile
"Usciamo rafforzati – ha detto Laudani - nell’idea che si può ancora ritagliare una quota di mercato per l’arancia rossa nel mondo, e in particolare nei paesi del Nord Europa. Fondamentale in questo senso è 'vendere il territorio' attraverso la sua distinguibilità e le sue peculiarità; fare in modo cioè che la Sicilia sia considerata dai buyer che contano un territorio da cui acquistare”.
Ci sono dei contesti territoriali - di cui l’Etna è un esempio molto noto e facilmente spiegabile - che permettono infatti di avere dei prodotti di forte personalità, ben riconoscibili anche all’estero. Lo stesso ragionamento è applicabile ad altri tipi di frutta: "Un esempio riguarda la nostra esperienza scandinava: abbiamo iniziato con una fornitura di arancia rossa di qualità, cui sono seguiti il pomodorino e le spremute".
Insomma, alcuni territori sono facilmente identificabili come "sorgente di prodotti di alta qualità", per i quali anche la percezione organolettica e visiva è importante e la leva del prezzo risulta meno determinante. "Più occasioni trasversali abbiamo per proporre e spiegare i territori e le culture produttive – ha aggiunto Laudani - più riusciamo ad ottenere l’obiettivo di una buona pubblicità ai nostri prodotti".
In un momento difficile come questo, un segnale positivo: "Abbiamo avviato un accordo con un partner interessato a introdurre in Spagna un prodotto di fascia alta, che abbiamo in seguito individuato nel nostro Tarocco, distribuito su più canali: catering, GDO, negozi specializzati, sempre di livello plus. La collaborazione ha riguardato anche uno studio dell’immagine, del packaging (foto sopra) e un piccolo progetto di comunicazione. Inviando grazie a un accurato lavoro di selezione un prodotto di qualità, che resta un must per Oranfrizer, i prezzi sono stati soddisfacenti per tutta la filiera e per il consumatore che non solo ha riconosciuto il valore di ciò che acquistava ma tornava a comprarlo".
Evidentemente, anche in un mercato consolidato, inaccessibile come quello spagnolo, in cui l’offerta di agrumi abbonda, si possono trovare degli spazi, facendo scelte mirate alla qualità. Il test è stato soddisfacente e ora si pensa di estenderlo ai succhi.
Come comunicare il valore del prodotto
"Ci vuole tempo per costruire la reputazione di un prodotto", ha continuato Laudani. "Non sono tante le cose da fare, ma con l’estero quelle poche vanno fatte bene".
Sembra una banalità, ma invece è fondamentale: "Si impostano degli standard che bisogna mantenere. Con l’estero, inoltre, le cose sono diverse, più complicate, c’è maggiore competizione e occorre informare, investire. Il Tarocco, per esempio, se in Italia non ha rivali, in Europa non può garantire gli stessi risultati".
"Gli spazi per ripristinare la presenza dei nostri prodotti ci possono essere, ma certo la produzione deve assistere le vendite e chi distribuisce. La ricerca, d’altro canto, deve sostenere la produzione d’intesa con la distribuzione, ad esempio mirando ad estendere l’intervallo di produzione con nuove varietà precoci e tardive". Ancora una volta, il gioco di squadra risulta indispensabile.
“Nonostante sia difficile innovare collettivamente, pur non avendo grandi aziende che concentrano l’offerta, e con molti altri limiti strutturali e organizzativi, la base di ciò che facciamo è sana", ha confermato Laudani. "L’arancia rossa si differenzia da sola, è identificabile e interessante, e pertanto non si deve inventare una valorizzazione dal nulla".
Dal mercato fresco al trasformato
"Il momento è interessante anche per iniziativa dei marchi d’insegna. Aumentano i consumatori che si avvicinano al concetto di spremuta, cioè a un prodotto industriale che, non subendo aggiunte ma solo una leggera pastorizzazione, è migliore rispetto ai succhi".
Caso più unico che raro, la quota dell’export supera quella interna. "Anche qui, è importante differenziarsi e l’arancia rossa è leader di mercato. In Italia lo sviluppo è percepibile, in Giappone si sta assistendo a un incremento, in Corea del Sud e Vietnam, Scandinavia e Canada si sta partendo. Andare all’estero con un prodotto industriale è più facile, meglio gestibile e durevole: i problemi legati alla logistica sono minori e risulta quindi più semplice coltivare propositi di internazionalizzazione. Sempre puntando sulla distinguibilità della arancia rossa".
L’internazionalizzazione dell’offerta
"Oranfrizer aderisce al CSO Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara. Insieme – ha concluso Salvo Laudani - facciamo progetti collegati all’internazionalizzazione, principalmente in due direzioni: da un lato l’attività sui mercati per incrementare le vendite, dall’altro la creazione di sinergie per aprire nuovi mercati all’export dei nostri prodotti. Con il CSO collaboriamo, ad esempio, nella definizione di accordi di esportazione e il superamento delle barriere fitosanitarie per entrare nel mercato cinese, in Corea del Sud e Brasile e per lo sviluppo del mercato giapponese".
Contatti:
Salvo Laudani
Oranfrizer
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