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Intervista con Thijs van den Heuvel, fondatore di Olympic Fruit

"Devi essere il migliore in quello che fai!"

Nel 2001, Thijs van den Heuvel fondò la compagnia Olympic Fruit. Nel corso del tempo, l'azienda, che aveva cominciato importando ortofrutticoli dalla Grecia, è diventata un gruppo che comprende 12 società. Ad ottobre 2010, Thijs è stato insignito del titolo di "Accelerating Entrepreneur Of The Year" dalla Ernst & Young. In questa intervista, l'imprenditore ci spiega quali sono i due pilastri sui quali è fondata la strategia dell'azienda.



Circa il primo pilastro, Thijs dichiara: "Ho sempre pensato che, per rimanere un player nel mercato ortofrutticolo, sia fondamentale operare a partire dalla fonte, altrimenti si perde qualsiasi funzione per il cliente finale. In Olanda, abbiamo serrato i ranghi con i produttori di FrEsteem mediante la partecipazione a Terra Natura International (TNI). Ciò ci ha consentito un contatto diretto per le forniture di circa il 20% dei peperoni e pomodori olandesi e, grazie a questo, un collegamento con le catene mondiali di supermercati".

"Abbiamo adottato lo stesso modello in Cile - prosegue l'imprenditore - dove Andre van Tuil è alla guida della nostra compagnia. Un paio di mesi fa abbiamo messo radici anche in Sudafrica, dove le nostre attività sono sotto la direzione di Roland Gels. Anche in Europa dell'est siamo impegnati a rifornire i clienti finali grazie a collegamenti diretti con i produttori. La nostra presenza in paesi chiave dell'emisfero meridionale ci consente di servire nuovi mercati, come Russia, Medio Oriente e Asia. L'Europa non è più un mercato in grado di determinare il successo o il fallimento di un'impresa; c'è maggiore equilibrio sul mercato internazionale e noi utilizziamo tale aspetto a nostro vantaggio, collocandoci vicino alle fonti di approvvigionamento".

Il secondo pilastro della strategia aziendale di Olympic Food Group è il segmento "convenience", cioè dei prodotti ortofrutticoli pronti al consumo. Thijs ricorda: "Dua anni fa abbiamo rilevato le attività di Leonard de Vries e abbiamo avviato una linea di frutta di IV gamma (già tagliata). Abbiamo aggiunto a questo la capacità di servire facilmente la nostra clientela. L'anno scorso abbiamo acquistato il 50% del capitale sociale della Bakkerij Dam e possiamo giocarci anche altri assi nella manica! Continueremo ad investire nel segmento convenience".

Secondo Thijs, la filiera non deve perdere di vista la fase della distribuzione: "Piaccia o no, il retail è lo strumento perfetto per servire milioni di consumatori ogni giorno. Sei un elemento valido nella filiera se puoi parlare di collaborazioni serie con la distribuzione e ciò può avvenire solo se hai collegamenti diretti con le fonti di approvvigionamento e se puoi aiutare il distributore a pianificare l'offerta sui suoi scaffali. Una posizione del genere non si improvvisa: va costruita e portata avanti giorno dopo giorno".

Per gli anni a venire, Thijs si aspetta un consolidamento nello scenario della distribuzione ortofrutticola, come anche in quello dell'industria e della produzione: "Nel giro di una decina d'anno - osserva l'imprenditore - avremo forse una quindicina o una ventina di grandi catene di supermercati a dividersi la torta internazionale delle vendite al dettaglio. Noi di Olympic Food Group non siamo ancora in grado di offrire ai distributori un assortimento completo di ortofrutticoli, ma ci stiamo lavorando, consapevoli però che questo non basta. Se fai qualcosa, allora devi essere il migliore a farla: è l'unico modo di distinguersi nei confronti dei clienti. Il vero riconoscimento si concretizza quando il tuo prodotto e la tua capacità di innovazione emergono dalla massa!".

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