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L'impresa ortofrutticola vista dai top managers: quattro domande a Josef Wielander della VI.P

Per la sua nuova sezione tematica "Cultura d'impresa", FreshPlaza ha realizzato questa intervista con Josef Wielander, direttore generale della VIP, l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta.

FP - La realtà della melicoltura altoatesina viene spesso portata ad esempio di eccellenza organizzativa. Quali sono i fattori che hanno contribuito alla nascita e alla crescita dell'associazionismo nella vostra regione?

JW - Senz'altro il cooperativismo. Partendo dal fatto che in Alto Adige abbiamo tutte aziende di piccole dimensioni, abbiamo saputo sfruttare il sistema cooperativistico in maniera tale che tutti i nostri 1.860 soci, che producono su 5.000 ettari, si presentino oggi al mercato come un'unica realtà.

Inoltre, il lavoro delle associazioni VI.P e VOG, che hanno centralizzato la vendita del prodotto, ha contribuito a non disperdere l'offerta. Attualmente, la quasi totalità della frutticoltura venostana, con una percentuale del 99%, è associata ad una delle cooperative suddette.

Altri indubbi elementi di forza per la riuscita del nostro settore sono inoltre costituiti dal centro di consulenza Beratungsring, dalla stazione sperimentale della Laimburg, nonché dalle opportunità di una buona preparazione scolastica per i nostri giovani, grazie alla presenza di ben tre scuole agrarie, oltre a specifici corsi di laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l'Università di Bolzano.

FP - Alcuni ritengono che la mela, per sua natura, si presti meglio di altri prodotti ortofrutticoli ad una pianificazione produttiva e commerciale, mentre il rapido deperimento di altre specie lascia i produttori in balia del mercato. Quali soluzioni si potrebbero adottare, secondo Lei, per una migliore programmazione anche in altre produzioni fresche?

JW - Non condivido tale constatazione. Tutto sta nella capacità delle cooperative di essere snelle e all'avanguardia, nel loro grado di organizzazione e di avanzamento tecnologico. Non ci sono limiti al miglioramento e perciò non esistono prodotti freschi dei quali non si possa organizzare meglio la commercializzazione.

FP - La crisi economica ha messo un freno alla capacità delle imprese agricole di investire in ricerca e innovazione. E' stato così anche per la melicoltura altoatesina?

JW - Direi di no. Siamo fermamente convinti che non investire in innovazione rappresenti un regresso. E' proprio nei momenti di crisi che ci vogliono ancora più mezzi, per uscirne meglio e per rimanere competitivi!

FP - Il ricambio generazionale è uno dei punti critici per il futuro dell'agricoltura italiana. Come attrarre i giovani a scegliere un percorso professionale nel settore ortofrutticolo?

JW - Per fortuna, come ricordavo prima, nella nostra zona non notiamo un fenomeno di mancato ricambio generazionale. Forse si potrebbe fare leva su aspetti positivi, come il poter lavorare all'aria aperta, il gusto di realizzare qualcosa di concreto, che dà frutto e porta risultati anno dopo anno, la riscoperta di un ritmo di vita gradevole e più "a misura d'uomo".

Chi è:
Josef Wielander, nato nel 1955, è direttore generale della VI.P coop. soc. agricola dal 1990.

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