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Prezzi al ribasso: il problema si ripete ogni anno in questo periodo

Corigliano Calabro (CS): il trend negativo dell'agrumicoltura ha assunto un carattere di ciclicita'

Un grido d'allarme molto chiaro e diretto è partito lo scorso 17 novembre 2010 da Corigliano Calabro (provincia di Cosenza) durante la conferenza stampa voluta dai dirigenti comprensoriali della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), preoccupati per il momento deficitario del proprio settore e tormentati da un trend negativo che, per quel che riguarda l'ambito agrumario, non accenna a pause.

Anzi, come fa presente il consigliere della giunta provinciale dell'organizzazione promotrice dell'incontro, Franco Mazzei, "si tratta ormai di una contingenza ciclica, visto che, di questo periodo, ogni anno si ripropone lo stesso angustiante problema dei prezzi 'al ribasso', che vanno tremendamente a penalizzare sia il singolo agricoltore locale che l'imprenditore di maggior respiro che muove i propri affari partendo da Corigliano e dal suo comprensorio. E non si tratta semplicemente di una crisi del settore agrumicolo - continua il rappresentante Cia - ma si deve invece parlare di crisi dell'intero sistema, dove ormai non si seguono regole e non ci sono controlli".

L'incontro con i media voluto dallo stesso Mazzei, tenutosi presso il centro d'eccellenza coriglianese alla presenza di molti agricoltori e gente del settore, è servito a sottolineare ancora come ormai alcuni passaggi della famosa filiera commerciale non siano più gestiti in maniera consona. "I prezzi che si riescono ad ottenere entrando sul mercato con il proprio prodotto generano introiti inferiori ai costi di produzione", spiega e denuncia Mazzei, guardando al settore agrumicolo sibarita, "con ripercussioni sul reddito dell'agricoltore. E l'assenza di controllo genera situazioni poco convenienti. Per risolvere le cose, però, si deve tener presente che non tutto compete all'agricoltore: ci sono interventi che competono al mondo politico", sottolinea Mazzei, chiamando in causa anche le istituzioni.

Il consigliere Cia parla poi del "frazionamento" esistente a Corigliano, dove "non c'è associazionismo nel settore agrumario, condizione che naturalmente 'indebolisce' la posizione di ogni singolo imprenditore. Non si fanno nemmeno politiche centrate sul 'risparmio', come potrebbe avvenire sul versante dei trasporti, dove le soluzioni vantaggiose sarebbero molteplici".

Interessante anche l'intervento del vicepresidente Cia, Natalino Gallo, che ha invitato la categoria a un momento di riflessione sul da farsi. "Noi operatori del settore dove vogliamo andare realmente?", si è chiesto Gallo, per il quale la strada degli scioperi e delle manifestazioni non porta a nulla. "Io credo", ha proseguito, "che il prodotto non sia in crisi, ma siamo noi che lo stiamo distruggendo perché prestiamo poca attenzione a come ci muoviamo e non razionalizziamo gli sforzi. Il settore agricolo è valido, ma occorre un sistema nuovo: lasciamo fuori la politica e pensiamo invece a stare uniti".

Presenti all'incontro anche il consigliere della giunta provinciale Cia, Pietro Terranova, e il membro della Op. Copam, Rosella Liguori, chiamati in causa nel dibattito ed entrambi schierati su posizioni che hanno avvalorato le tesi della Cia.

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