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Dirigenti agricoli dell'UE: futura Pac non risponde alle sfide di agricoltori e cooperative europee

I dirigenti agricoli dell'UE si sono oggi pronunciati a favore dell'obiettivo della Commissione europea di disporre, in futuro, di una forte politica agricola comune (PAC), ma hanno altresì avvertito che i piani della Commissione non rispondono alle sfide cui sono confrontati gli agricoltori e le cooperative dell'UE. Al contrario, essi mettono a repentaglio la loro competitività e solidità economica.

In un intervento a Bruxelles, il Presidente del Copa Padraig Walshe ha dichiarato: "Oggigiorno dobbiamo affrontare delle sfide molto diverse rispetto al passato. L'estrema volatilità dei prezzi si sta accentuando e il cambiamento climatico pone una grande incognita sulla nostra capacità di soddisfare il fabbisogno alimentare mondiale. Tuttavia, l'unica proposta concreta contenuta nella comunicazione della Commissione consiste nell'imporre agli agricoltori dell'UE degli adempimenti più onerosi. Gli agricoltori stanno già perdendo delle quote di mercato perché debbono rispettare le norme più rigorose al mondo per assicurare la tracciabilità dei prodotti alimentari, la protezione dell'ambiente e il benessere degli animali. Essi debbono quindi sostenere dei costi molto più elevati rispetto ai loro concorrenti dei paesi terzi. Non c'è da stupirsi che il numero di agricoltori dell'UE sia diminuito del 25% nell'ultimo decennio e che gli agricoltori siano così fortemente dipendenti dagli aiuti della PAC per il loro reddito".

"Per peggiorare le cose, la Commissione sta portando avanti dei piani di liberalizzazione degli scambi con il Mercosur, il blocco commerciale dei paesi dell’America latina. Quei paesi impiegano, per la produzione di carne, dei promotori della crescita che non sono autorizzati nell’UE. Essi effettuano scarsi controlli sull'uso di antibiotici e producono avvalendosi delle biotecnologie. Come indicato da una relazione su una valutazione d'impatto, un accordo commerciale comporterebbe anche dei metodi di allevamento più intensivi e la deforestazione nei paesi del Mercosur, contraddicendo così l'obiettivo dell'UE di un'agricoltura "sostenibile".

Egli ha poi aggiunto: "Ciò che vogliamo sono delle proposte concrete che assicurino, a fronte delle sfide future, il mantenimento della nostra capacità di produzione agricola su tutto il territorio europeo. Ciò implica delle misure utili a garantire la stabilità del mercato e a rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena alimentare, nonché delle soluzioni vantaggiose per tutti che accrescano la competitività e contribuiscano a contrastare il cambiamento climatico. Apprezzo l'intenzione della Commissione di mantenere le misure di sostegno al mercato, ma su questo vogliamo vedere delle azioni concrete. Il Copa-Cogeca sta anche esaminando nuovi strumenti per affrontare la volatilità del mercato, come contratti, reti di sicurezza e assicurazione del rischio".

"Gli agricoltori sono disposti a fare di più in materia di servizi ambientali e di servizi pubblici di altro tipo, così come invocato dalla Commissione, ma ciò deve avvenire in maniera volontaria. Per ottenere risultati positivi, gli agricoltori dovrebbero essere realmente incentivati a intraprendere dei lavori aggiuntivi e a sostenerne i costi. La nuova proposta principale della Commissione per un "nverdimento" obbligatorio della PAC potrebbe essere plausibile soltanto se vi fosse un aumento dell’attuale bilancio della PAC".

"In linea con il punto di vista del Copa-Cogeca, sono lieto del fatto che la Commissione riconosca il bisogno vitale di un sostegno diretto per gli agricoltori attivi, cosicché essi possano continuare a fornire beni pubblici di vasta portata, come il mantenimento dell'occupazione e dell'economia nelle zone rurali e la salvaguardia del paesaggio rurale. Tale sostegno è di cruciale importanza, soprattutto se si considera che l'anno scorso il reddito agricolo dell'UE è crollato di circa il 12%. Però non sono ancora noti i criteri precisi ad esso applicati. Rafforzare il ruolo di produzione economica degli agricoltori deve essere centrale nella futura PAC. Mi compiaccio anche della decisione della Commissione di creare il forum di alto livello per un miglior funzionamento della catena alimentare e spero che i risultati di questo possano ispirare le proposte legislative sul futuro della PAC".

Il Presidente della Cogeca Paolo Bruni ha sottolineato: "I piani della Commissione non contemplano delle misure concrete necessarie a consolidare la posizione degli agricoltori e delle cooperative dell'UE nella catena alimentare e a fare in modo che essi ricevano una parte più equa del prezzo di vendita al dettaglio. Al giorno d'oggi, gli agricoltori e le loro cooperative si trovano a dover affrontare l'enorme potere di acquisto di una manciata di supermercati. Nel caso del pane, ad esempio, il prezzo alla distribuzione può essere fino a 30 volte superiore a quello alla produzione e gli agricoltori percepiscono soltanto l'8% del prezzo alla distribuzione finale. Vogliamo che gli agricoltori europei e le loro cooperative percepiscano dei prezzi migliori. Per conseguire tale scopo, le norme europee in materia di concorrenza debbono essere modificate per consentire alle organizzazioni di produttori, in particolare alle cooperative, di crescere di dimensioni e di scala, aumentando la loro competitività e contribuendo a ripristinare l’equilibrio nella catena alimentare. Inoltre, occorrerebbe creare una 'Agenzia europea per il commercio alimentare' indipendente, che sia una fonte di consulenza sulle tematiche inerenti alla catena alimentare. Un 'mediatore europeo per il commercio alimentare' incaricato della composizione delle controversie costituirebbe una parte importante della struttura dell'Agenzia".

In conclusione, il Presidente Bruni ha aggiunto: "La futura PAC deve garantire la competitività del settore agroalimentare europeo e il mantenimento della capacità produttiva degli agricoltori in tutta l'UE. Un settore agricolo dinamico e competitivo, che offre un impiego a oltre 28 milioni di persone, ha un ruolo indispensabile da svolgere anche nel quadro della nuova strategia Europa 2020 per l’occupazione e la crescita".

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