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Di Giambattista Pepi

"La provincia di Trapani "scopre" il melograno come fruttifera da reddito alternativa alla viticoltura in crisi"

Il melograno, la fruttifera che richiama la mitologia antica, potrebbe diventare, a certe condizioni, un'opportunità di sviluppo per l'agricoltura della Sicilia, scompigliata da una crisi generale sempre più di sistema e sempre meno congiunturale. 

Una ventina di agricoltori di Marsala e Mazara del Vallo pronti a partire
A fare da apripista una ventina di agricoltori di Marsala e Mazara del Vallo, centri dalle radicate tradizioni agricole, in provincia di Trapani, che hanno manifestato interesse ad "adottare" il melograno come coltura redditizia integrativa più che alternativa o sostitutiva della vite da vino. La provincia vanta quasi 70.000 ettari a vite e 158 tra cooperativa, cantine e ditte individuali che producono vini e mosti. La viticoltura per decenni è stata fonte di reddito ed occupazione, ma ora, con il declino delle cantine sociali che non imbottigliano, è scivolata inesorabilmente verso il precipizio di una crisi, forse irreversibile.

Le piante di melograno saranno fornite da società ibridatrici israeliane
Non si tratta, naturalmente, di coltivare una pianta di melograno qualsiasi, che per altro, in Sicilia, come in genere in Italia, è conosciuto da tempo memorabile, ancorché non è coltivata in maniera specialistica.

Quindi, senza ambizioni né produttive, né mercantili, si tratta di "importare" da Israele alcune varietà di melograno messe a punto e brevettate da genetisti di primarie società ibridatrici di Israele (Paese all'avanguardia nel mondo nel settore primario). Tali varietà, già testate con successo nel Paese del Vicino oriente e attualmente in piena produzione, saranno acclimatate nell'isola, per avviare la realizzazione di impianti e testare i mercati, cominciando da quello italiano, dove il melograno viene importato dall'estero (nella foto a destra: ogni frutto pesa da 600 grammi a un chilo).

Vedi anche la scheda prodotto sul melograno.

L'idea e il progetto elaborati dall'agronomo Dino Bellussi
L'idea ed il progetto sono di Dino Bellussi, una laurea in scienze agrarie, occhi chiari e capelli brizzolati, da alcuni decenni trapiantato a Marsala, dove dirige, con successo, il mercato dei fiori Florabella. Qui, due volte alla settimana, vengono venduti mediante il sistema dell'asta con l'orologio mutuato dall'Olanda fiori recisi e piante verdi e ornamentali, prodotti di punta del comprensorio agricolo marsalese estremamente vario e diversificato, dove accanto all'ulivo e alla vite, coesistono il florovivaismo, la fragolicoltura e l'orticoltura.


Da sinistra: Dino Bellussi, agronomo e proponente l'iniziativa, Yeuda Karon, tecnico israeliano e Uzi Cairo, rappresentante in Italia di società ibridatrici israeliane.

Il Mediterraneo e le regioni temperate ideali per coltivare il Melograno
"Le motivazioni della scelta sono riassumibili in tre considerazioni di carattere generale", dice con grande convinzione Bellussi, reduce da una visita guidata negli impianti di melograno in Israele, diffusi praticamente in tutto il Paese: dalla regione del Negev fino alle alture del Golan, ai confini con la Siria.


Piantagione di melograni cultivar Wonderful One con sesti d'impianto di 3,50 metri per 6.

"Anzitutto dobbiamo sapere che la coltivazione del Melograno è possibile solamente in regioni caratterizzate da clima mite e temperato, qual è, appunto, quella del Mediterraneo, che comprende anche la Sicilia, ovvero altre aree della fascia temperata. La domanda di consumo dei frutti di melograno, inoltre, è in rapida espansione nel mondo e l'offerta è ancora insufficiente. L'Italia, ad esempio, importa tutto il melograno che consuma dall'estero e quel poco che riesce a produrre in alcune limitate plaghe del Sud Italia, non è al top della qualità. In pochi Paesi del mondo, per altro, esistono impianti specializzati, e tra questi Israele, in grado di rifornire adeguatamente i mercati con prodotti di qualità".

"Società ibridatrici israeliane possiedono il know-how necessario a chi punti su questa coltura da reddito per fare qualità" conclude l'agronomo "Ecco perché abbiamo pensato di proporre un progetto che prevede il trasferimento di tecnologia e impiantistica in una regione come la Sicilia, che, dal punto di vista pedo-climatico, è ideale per la coltivazione di questa fruttifera".

Il melograno nel mondo (anno 2009)
Paese
Superficie (ha)
Produzione (ton)
Export (ton)
Cina
110.000
1.600.000
0
India
100.000
500.000
25.000
Iran
80.000
800.000
30.000
USA
11.000
120.000
17.000
Turchia
8.000
100.000
2.200
Israele
6.000
80.000
24.000
Spagna
4.500
40.000
14.000
Tunisia
1.800
25.000
2.000

Obiettivi del progetto: introdurre una coltura redditizia da export e creare un'alternativa alla viticoltura
L'obiettivo principale del progetto è introdurre una coltura da reddito altamente specializzata, i cui prodotti (fresco e trasformato) siano commercializzati in Italia e all'estero. Obiettivo secondario è disporre di una coltura che, se non alternativa alla coltivazione della vite da vino, possa integrare il reddito dell'agricoltore e consentire all'impresa agricola di chiudere in positivo il conto economico.

Vale un milione di euro, prevede l'impianto di 100 ettari e una produzione a regime di 30.000 quintali
Il progetto, che è stato ripresentato nei giorni scorsi a Marsala, davanti ad una platea di imprenditori agricoli interessati, prevede la realizzazione entro il 2011 di impianti di Melograno in coltura specializzata su una superficie di 100 ettari. Per la realizzazione degli impianti su 100 ettari l'investimento è stimato un milione di euro, ovvero 10.000 euro ad ettaro.

La produzione lorda vendibile a regime, cioè cinque anni dopo l'avviamento dell'impianto, è stimata in 30.000 quintali. Le piante mediamente producono, a regime, 300 quintali ad ettaro. "La produzione, almeno nella prima fase, deve essere sufficiente a garantire una massa critica minima idonea alla commercializzazione", precisa Bellussi.


Piante di melograno. La resa media è di 300 quintali ad ettaro a regime, cioè dal quinto anno dall'impianto.

Fattibilità del progetto
Gli agricoltori che aderiranno al progetto dovranno utilizzare nella realizzazione dell'impianto esclusivamente le piantine di cultivar di Melograno le cui varietà sono state messe a punto da genetisti israeliani (si chiamano AOC, Wonderful 2 e Hershkovitz) che saranno fornite dalla società, che le ha brevettate riservandosene i diritti in tutto il mondo.

Oltre a questo obbligo, l'agricoltore dovrà avvalersi esclusivamente dell'assistenza tecnica di un agronomo israeliano, Yehuda Karon. Il tecnico, che in Israele fornisce già la propria consulenza agli agricoltori locali, con ben 3.000 ettari a coltura specializzato di melograno, affiancherà di fatto l'agricoltore locale, fornendogli tutte le informazioni ed i consigli indispensabili per assicurare che siano compiute a regole d'arte tutte le operazioni colturali (vedi scheda sulla coltivazione e sul conto economico del produttore).

L'aggregazione del prodotto e la commercializzazione del fresco e del trasformato completano il corollario degli obblighi per poter garantire con buone probabilità di successo il posizionamento competitivo sul mercato interno ed estero.


Frutti di melagrano cultivar Wonderful 2.

Cronogramma del progetto
Il progetto è articolato in fasi temporali. Primo "step" nel febbraio 2011, con la costituzione formale e l'avvio operativo di una società che dovrà avere per finalità il coordinamento generale del progetto, aggregare la produzione ed occuparsi della commercializzazione.

Entro il mese di marzo 2011, è prevista la realizzazione - nei terreni individuati dagli imprenditori agricoli che aderiranno al progetto e alla società - di un numero limitato di impianti-pilota. Entro settembre 2011, tutti gli impianti di melograno dovranno essere ultimati, per una superficie stimata tra i 50 ed i 100 ettari.

Nel 2013, quando gli impianti non saranno ancora a regime, ma con una produzione significativa, è prevista la realizzazione di uno stabilimento, che sarà preordinato alla lavorazione e confezionamento dei frutti di melograno e, in un momento successivo, potrà occuparsi della produzione di prodotti trasformati.

"Per le prime lavorazioni di prodotto da avviare al consumo fresco lo stabilimento dovrà disporre di celle frigorifere e di una macchina per la selezione dei frutti in base al peso e confezionati in cartoni monostrato", dice Bellussi.

"In una seconda fase" prosegue l'agronomo "per poter valorizzare adeguatamente tutto il prodotto disponibile, penso ai frutti di seconda scelta, oppure a quelli danneggiati nelle lavorazioni, sarebbe utile l'inserimento di una macchina per ottenere la sgranatura degli arilli, che vengono confezionati in vaschette per il consumo fresco, oppure surgelati". "Oltre alla produzione degli arilli sgranati, può essere conveniente l'estrazione del succo", aggiunge l'imprenditore.

"In una fase industriale ancora più avanzata, potremo spingerci ad estrarre dai semi sfruttati ed essiccati, l'olio destinato ad uso farmacologico e cosmetico, tenendo presente che, attualmente, il prezzo di questo olio sul mercato è di 700 dollari al litro! Dalle bucce delle melagrane, infine, si possono estrarre tannini, oppure possono essere vendute alle industrie mangimistiche".


Alcuni prodotti ottenuti dalla trasformazione del melograno in vendita in un supermercato

Contatti:
Dr. Dino Bellussi
Mercato Florabella
Contrada Santo Padre delle Perriere
91025 Marsala (TP)
Tel.: (+39) 0923 720141
Fax: (+39) 0923 720330

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