Il piacere verso il cibo nasce nel cervello, prima che nel palato

Grazie all'ausilio della risonanza magnetica funzionale per immagini (fMRI - functional magnetic resonance imaging), la Dott.ssa Nicolette Siep dell'Università di Maastricht(Olanda) ha esaminato quale influenza hanno fattori come densità calorica, grado di appetito, attenzione e controllo cognitivo sull'attività del centro del piacere nel sistema limbico del cervello, quando un soggetto viene posto in relazione al cibo.

L'attenzione e il controllo cognitivo sembrano avere una grande influenza. Quando i partecipanti al test hanno ricevuto del cibo appetitoso, ma poi per esempio hanno diretto l'attenzione verso un aspetto neutro, l'attività cerebrale del loro centro del piacere è scomparsa. Se invece si sono focalizzati sulla bontà del cibo, questa attività è aumentata. Pertanto, se si vogliono modificare le proprie abitudini alimentari, è importante relazionarsi al cibo in maniera differente.

I risultati della ricerca hanno mostrato, inoltre, che i pazienti affetti da anoressia nervosa (uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare) soffrono di gravi alterazioni al centro del piacere del sistema limbico: anche in presenza di cibi appetitosi, infatti, questo non mostra alcuna attività. E' perciò importante, secondo la Dott.ssa Siep, che i futuri trattamenti terapeutici dell'anoressia vengano indirizzati al recupero di questo circuito neuronale dell'appagamento.

Fonte: Universiteit Maastricht

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