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Costituito comitato di coordinamento Legacoop Agroalimentare nelle regioni del Centro Italia

Cinquanta dirigenti di cooperative del settore agroalimentare e forestale e della struttura politico sindacale di Legacoop Agroalimentare hanno partecipato nei pressi di Orvieto a un seminario interno organizzato per discutere sulla proposta di costituzione di un Comitato di Coordinamento tra le regioni del Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche, Liguria, Lazio e Abruzzo).

"Questa iniziativa – ha chiarito Giuseppe Piscopo, direttore generale di Legacoop Agroalimentare, che ha svolto la relazione introduttiva – nasce dalla volontà espressa nell’ultimo congresso nazionale di procedere nella riorganizzazione della struttura associativa a livello territoriale, migliorando così il livello di rappresentanza e di operatività della nostra organizzazione. Obiettivo primario è quello di favorire quei processi di integrazione e di crescita, sia a livello settoriale che territoriale, necessari per consolidare e sviluppare il sistema cooperativo agroalimentare e forestale nelle regioni del Centro Italia".

Nel corso del seminario è stata presentata dalla dr.ssa Brunella Vacca del Centro Studi di Legacoop una sintesi dell’indagine condotta nei mesi scorsi sullo stato dell’agricoltura nelle regioni del Centro Italia e sulla consistenza e il peso della cooperazione agroalimentare in quelle aree.

Lo studio mette in evidenza una diffusa presenza di imprese agroalimentari (circa 800 cooperative, di cui 258 aderenti a Legacoop, e circa 3.400 imprese non cooperative) di dimensioni ancora troppo limitate (solo 186 cooperative presentano un fatturato superiore ai 3 milioni di euro, di cui 43 aderenti a Legacoop), una diffusa e crescente attitudine alle produzioni di qualità (prodotti DOP e IGP) e biologiche e, al tempo stesso, una difficoltà a sviluppare una migliore e più significativa presenza sui mercati esteri.

"Dobbiamo riflettere attentamente sui dati che ci sono stati presentati – ha commentato il vice presidente di Legacoop Agroalimentare, Miriano Corsini, a conclusione dei lavori – perché da questi scaturisce l’esigenza di agire senza indugio nella direzione della crescita attraverso l’integrazione e lo sviluppo di nuove opportunità commerciali anche in mercati non ancora presidiati".

La crisi finanziaria che nell’ultimo biennio ha colpito tutti i settori dell’economia mondiale si sta manifestando in pieno anche nel settore agroalimentare dove si avverte il rischio concreto di un perdurare delle difficoltà ancora per molti mesi. Questa situazione ha ulteriormente accentuato e accelerato alcune tendenze e criticità che lo studio ha messo bene in evidenza.

"Andiamo avanti ora – ha concluso Corsini – con specifici approfondimenti settoriali tesi a verificare le concrete possibilità di promuovere progetti di filiera a carattere interregionale che sappiano valorizzare i singoli e numerosi punti di eccellenza esistenti. La creazione del Comitato di coordinamento delle regione del Centro Italia è un passaggio importante e necessario che potrà favorire questo percorso e che potrà anche portare, in una fase successiva, alla creazione di un vero e proprio distretto interregionale che superi gli attuali limiti della dimensione regionale".

Data di pubblicazione:



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