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Bilaterale Europa-Turchia nel viterbese

Confagricoltura: promuovere le nocciole nei paesi extra-UE

Caprarola (Viterbo) è stato per un giorno il centro del mondo corilicolo. Si è tenuto, infatti, l’incontro annuale bilaterale fra UE e Turchia sul settore delle nocciole, nella suggestiva cornice delle scuderie di Palazzo Farnese, organizzato da Confagricoltura con Cia e Confcooperative (vedi precedente articolo).

Per la Commissione europea l’incontro è stato presieduto da Dušan Chrenek capo unità della DG Agriculture and Rural Development, mentre a presiedere per il governo turco c’era Uğur Öztürk directorate general of EU Affairs, Deputy Director General. Inoltre erano presenti al tavolo i rappresentanti delle cooperative spagnole e delle organizzazioni Italiane.

"Sinergie e promozione congiunta in Paesi Extra-UE e Turchia", ha sostenuto Andrea Vergati membro di Giunta della Confagricoltura, trovando condivisione in tutta la delegazione turca ed europea. Queste ultime, infatti, detengono da sole il 90% della produzione mondiale, ma sono anche le maggiori consumatrici. "Servirebbe – ha insistito Vergati – introdurre il consumo della nocciola nei nuovi mercati emergenti, come l’India, la Cina e il Brasile, risolvendo gran parte dei problemi di allocazione del prodotto".

La delegazione turca ha presentato, per l’ultimo punto all’ordine del giorno, un documento relativo all’armonizzazione delle normative fitosanitarie, cercando di dimostrare la buona volontà del loro governo di avvinarsi il più possibile alla regolamentazione comunitaria, molto più severa e restrittiva. Purtroppo, nonostante le buone intenzioni, si è ancora lontani dal poter definire vicine le due produzioni. Continuano ad esistere delle enormi differenze sull’uso di prodotti sanitari fra i due Paesi.

Confagricoltura si augura che, nell’incontro ad Istanbul previsto per il prossimo anno, la buona volontà del governo turco ad allinearsi con la normativa comunitaria possa essere confermato. "In questo modo – sottolinea l’organizzazione agricola – il produttore comunitario, ed in particolare Italiano, si troverebbe ad avere le stesse condizioni di produzione e di mercato del produttore turco senza distorsioni".

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