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Una legge per la gestione dei pallet

Secondo i ricercatori del Politecnico di Milano, il recupero dei pallet, i tempi di attesa e i trasporti dei vuoti di ritorno gravano sugli operatori logistici e sui trasportatori di un importo pari al 35% dei costi. Per questo motivo anche in questo settore l’Rfid sta diventando una tecnologia di riferimento garantendo la tracciabilità delle unità di movimentazione.

Ma c’è anche un discorso di regolamentazioni legislative che oggi gli operatori devono tenere in considerazione. Diventata legge lo scorso 4 agosto, infatti, il pacchetto di normative sull’autotrasporto fa chiarezza sulla gestione dei pallet e dei bancali utilizzati per movimentare le merci, regolamentandone l’utilizzo.

Due i punti fondamentali del pacchetto:
1) Il vettore che ha trasportato merce imballata o stivata su apposite unità di movimentazione non ha alcun obbligo relativo alla gestione e alla restituzione di tali unità utilizzate durante il trasporto.
2) L’esercizio dell’attività di commercio delle unità di movimentazione è subordinato al possesso di un’apposita licenza rilasciata dalla questura competente.

A questo proposito Anita, l’associazione di imprese di autotrasporto merci in Italia, ha al suo attivo circa 3.000 imprese aderenti con un parco veicolare di oltre 50.000 veicoli e una media di oltre 15 veicoli per impresa, aveva da tempo suggerito alle proprie imprese di abbandonare la pratica dell’interscambio a causa dei contenziosi che spesso ne conseguivano e degli oneri gestionali e amministrativi a carico del vettore.

"L’accordo siglato con il Governo contiene importanti provvedimenti per la competitività dell’autotrasporto – ha commentato Giuseppina Della Pepa, Segretario Generale di Anita -. Sul versante dei bancali si registra finalmente un cambiamento di rotta che mira a garantire maggiore trasparenza nella pratica d’interscambio tra vettori e committenti e al tempo stesso a contrastare il traffico illecito del riutilizzo dei bancali".

Secondo gli esperti, esonerando i vettori dall’obbligo di gestire l’imballaggio, e limitando in tal modo il rischio di traffico e gestione illecita di tali unità di movimentazione, la normativa appena entrata in vigore genererà una riduzione notevole di costi per il settore.

Da alcuni studi condotti dall’Università Carlo Cattaneo di Castellanza e dal Politecnico di Milano, Anita ha fatto una stima monetizzata attorno ai 30 milioni di euro.

Il provvedimento, dunque, potrà contribuire ad affermare pratiche professionali di gestione dei pallet portando le imprese committenti ad affidarsi ad operatori specializzati nella fornitura, gestione e movimentazione di bancali.

"Gli autotrasportatori italiani - ha spiegato Fabrizio Dallari, Direttore del Centro di Ricerca sulla Logistica dell'Università Carlo Cattaneo/Liuc - già pressati dall’inasprirsi della concorrenza, in particolare quella degli autotrasportatori dall’Est Europa, e impotenti di fronte alla forza contrattuale della committenza, sono costretti da un lato ad investire tempo e denaro in sistemi di controllo che limitino le perdite di pallet; dall’altro lato a ricorrere a espedienti bordeline alimentando, alla pari degli addetti allo scarico, il mercato parallelo dei pallet usati".

La logistica dei pallet e dei contenitori gestiti attraverso sistemi di identificazione Rfid costituiscono una soluzione ottimale per la raccolta, la memorizzazione e l’elaborazione dei dati, garantendo la piena tracciabilità delle unità di movimentazione e, se integrate a un sistema Gps, anche la loro georeferenziazione.

Data di pubblicazione:



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