A fine settembre ne discuteranno i ministri dell’agricoltura europei

Europa aperta agli OGM?

In Europa la moratoria sulle coltivazioni GM (geneticamente modificate) approvata nel 1998 si è di fatto conclusa a marzo, quando il commissario europeo alla salute John Dalli ha aperto le porte alla patata transgenica Amflora del colosso chimico tedesco BASF.

Un’apertura motivata con il fatto che la politica restrittiva in Europa in materia di OGM si scontra con la necessità di importare per il settore zootecnico mangimi modificati dai paesi extraeuropei – soprattutto sudamericani – dove ben maggiore è l’uso di prodotti biotecnologici.

Ora, in attesa che i ministri dell’agricoltura europei discutano, il 27 settembre 2010, la proposta della commissione di concedere ai singoli Stati membri la facoltà di decidere se utilizzare o coltivare OGM, Dalli ha confermato stamane che continuerà nella sua politica di moderata apertura nei confronti dei prodotti geneticamente modificati, almeno per il settore zootecnico.

In gioco non solo il rinnovo della licenza concessa all’azienda Monsanto per la coltivazione del mais transgenico Mon810, ma anche – ancora una volta – i rapporti tra istituzioni europee e stati membri. Per alcuni, per esempio la cancelliera tedesca Angela, l’esistenza di un mercato unico impone decisioni comunitarie e non delegate a singoli Stati.

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