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Calabria: in crisi il comparto degli agrumi da industria

La Coldiretti di Reggio Calabria ha inviato un documento all'assessore provinciale all'agricoltura della Provincia reggina per il superamento della crisi del comparto agrumicolo da industria.

Nel documento, a firma del presidente Francesco Saccà, si legge che "la provincia di Reggio Calabria, ha una superficie agrumicola tra le più estese d'Italia. In particolare, nella piana di Gioia Tauro, è concentrata la prevalenza della produzione provinciale, che, in larga parte, è destinata all'industria di trasformazione per la produzione di succhi".

"Tra i paesi produttori, il maggior concorrente, per i succhi calabresi, è il Brasile, che, per costi di produzioni, notevolmente inferiori, detta regole al mercato: 1 Kg di succo concentrato di arancia di origine brasiliana, al porto di Gioia Tauro, è quotato 1,20 Euro/Kg. Tale prezzo, da solo, è almeno 50 centesimi inferiore rispetto al solo costo di produzione, che affrontano le industrie locali. Al produttore agricolo locale viene riconosciuto un prezzo pari ad un misero 0.062 Euro/Kg quando il prodotto è destinato all'industria".

"Come e' facilmente intuibile - sostiene la Coldiretti - tale prezzo, copre a stento le sole spese di raccolta. Pertanto, per la Piana di Gioia Tauro necessità individuare strategie economiche complessive in grado di invertire questa difficile situazione".

La Coldiretti, come risposta alle esigenza dei produttori agrumicoli, ha sostenuto fortemente la riforma dell'Organizzazione Comune di Mercato in direzione del disaccoppiamento totale degli aiuti, che "ha consentito di assicurare direttamente ai produttori le risorse comunitarie superando ogni forma di intermediazione truffaldina precedente. Occorre - prosegue l'organizzazione - attuare ora la fase di rigenerazione organizzativa imprenditoriale e produttiva".

"Difatti, il superamento della crisi, presuppone una notevole spinta verso le produzioni di qualità riconosciuta e richiesta dal consumatore con una forte connotazione territoriale e dell'origine, sostenendo la tracciabilità dei succhi; interventi strutturali; consorzi Fidi; Fondo di garanzia; favorire la concentrazione dell'offerta da parte della sana cooperazione; controlli e contributo 'una tantum': (regime di de minimis) da attivare a livello regionale", conclude la Coldiretti.

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