Gli italiani a tavola fanno i conti con la crisi

Cambiano le abitudini alimentari degli italiani. E la colpa è della crisi. Una persona su cinque ha difficoltà a fare la spesa. E così, al supermercato si sceglie diversamente: via ciò che costa troppo e le primizie. Non è un caso che in un anno siano diminuiti i consumi di vino (-25,8%), pesce (-20%) e carne (- 11,6%).

E ancora, crollano gli acquisti di alimenti arricchiti con vitamine e/o minerali (-44,8%), quelli di dolcificanti (-26,4%), di latte e derivati (-26,3%). Salgono al contrario i consumi di riso (+12,3%), pasta (+8%) e olio d’oliva (+6,8%). Crisi anche per gli extra, solo il 20% degli italiani riesce ad andare a cena fuori una volta ogni sette giorni. Il 40% lo fa una volta al mese. Il 40% non può permetterselo.

Quanto si spende per mangiare? Sette italiani su dieci tengono conto del prezzo di ciò che acquistano, con una media di spesa settimanale di 80 euro. Gli uomini sono meno attenti delle donne, che invece sono disposte a sacrificare i propri gusti per comprare qualcosa di economico. Per fronteggiare la crisi gli italiani si cambia anche punto vendita: vincono discount e supermercati, a discapito di mercati rionali e dei negozi al dettaglio sotto casa.

Ma anche se si spende meno, si cerca la qualità: l’85% delle persone evita di consumare cibi contaminati. Sono questi i risultati dell’indagine Format-Salute/la Repubblica sui comportamenti alimentari e le abitudini di spesa degli italiani, presentati giovedì 26 novembre a Roma, alla quinta edizione del convegno annuale "Alimentazione e salute".

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