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La ricetta della Regione Emilia Romagna per scongiurare future crisi della frutta estiva

Più collaborazione tra i Paesi produttori per prevenire i surplus produttivi; crescita della quota di produzione organizzata nazionale (oggi in Italia le OP coprono solo il 30% del comparto); accordi con la grande distribuzione. Sono queste, secondo l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni, le tre questioni su cui è necessario impegnarsi per affrontare la crisi del comparto delle pesche.

In conclusione dei lavori del ventiseiesimo convegno sugli scenaridella peschicoltura, organizzato a Cesena dalle Camere di commercio diForlì-Cesena e di Ravenna, Rabboni ha dichiarato: "Il 2009 è stato un anno terribile per questa coltura, durante il quale i nodi che affliggono il settore sono venuti al pettine. Ora è il momento di lavorare insieme per scioglierli".

"Il mercato delle pesche è ormai unico e internazionale - ha spiegato l'Assessore - e, senza accordi tra i paesi produttori, il rischio di annate come questa, caratterizzata da un eccesso produttivo, è sempre incombente. Senza contare che solo insieme potremo utilizzare al meglio gli strumenti offerti dall'Unione europea proprio per prevenire i surplus produttivi".

Per quanto riguarda la situazione in Italia, per Rabboni gran parte delle difficoltà sono legate al fatto che è troppo bassa la quota di produttori organizzati. "Il mondo agricolo non può lamentarsi della situazione e non adottare dei correttivi. Bisogna aumentare la produzione organizzata almeno del 20%. Inoltre è necessaria una cabina di regia", ha detto.

Infine Rabboni ha chiesto alla grande distribuzione un tavolo di trattativa con le organizzazioni di produttori "per arrivare a un accordo generale sulle caratteristiche qualitative del prodotto e sui prezzi minimi da garantire alle aziende agricole per coprire almeno i costi". Un esempio in questo senso può essere rappresentato dall'Accordo promosso dalla Regione la scorsa estate (vedi precedente articolo).

"Anche se i risultati sono stati modesti - spiega infatti Rabboni - l'accordo del luglio scorso dimostra che è possibile arrivare a un'intesa che garantisca un prezzo minimo ai produttori e che fissi un prezzo massimo per i consumatori. Chiediamo al Governo di impegnarsi in questa direzione anche sul piano nazionale".

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