Russia: le banane rimangono stabili in un contesto di calo delle importazioni di frutta

Lacrisi economica in Russia ha causato un netto calo delleimportazioni di frutta dal Sudafrica. Secondo i dati delle dogane russe, il valore aggregato dei beni sudafricani esportati sul mercato russo è crollato del 37% nei primi sei mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo dell'anno prima.

La compagnia Capespan, che possiede un ufficio commerciale a Vienna in grado di dirigere tutte le operazioni ad est, rappresenta il principale esportatore di frutta sul mercato russo. Gli insiders dichiarano che, se i Russi avessero più soldi da spendere in cibo, il business frutticolo riprenderebbe subito quota.

Uno degli esperti del settore della frutta informa che nel primo trimestre 2009 la domanda di prodotti sudafricani sul mercato russo ha subito una flessione del 10%: tale contrazione sembra aver accelerato nel secondo trimestre e - secondo gli osservatori - proseguirà almeno fin tanto che l'economia non uscirà dal tunnel della crisi.

L'anno scorso, secondo i dati doganali, la frutta ha costituito la parte maggiore delle esportazioni sudafricane verso la Russia, rappresentando ben un terzo del loro valoretotale (316 mln) registrato nei primi nove mesi del 2008 (+34% rispetto allo stesso periodo del 2007).

Capespan e altri fornitori sudafricani esportano via nave prevalentemente mele, pere e agrumi controstagionali in Russia; secondo gli osservatori, la posizione di Capespan potrebbe essere essere peggiore se le esportazioni concorrenti da Argentina, Marocco ed Egitto non fossero scese al di sotto del livello abituale della domanda russa.

In tutto questo scenario, il prodotto che è riuscito a mantenersi stabile sono le banane, che anzi hanno consentito alla compagnia di San Pietroburgo Joint Fruit Company (JFC) di aumentare la sua quota nelle vendite di questo prodotto, a spese dei concorrenti nazionali. Con un fatturato di 500 mln nel 2007 (ultimi dati diffusi dalla JFC), questo segmento non ha visto nemmeno quest'anno un ripiegamento nella domanda e nelle vendite: anzi, il marchio Bonanza! di JFC potrebbe approfittare dell'attuale crisi a proprio vantaggio.

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