Provincia di Verona: i sindaci chiedono lo stato di crisi per il settore melicolo

I sindaci della mela - cioè quello dei comuni di Zevio, Ronco, Belfiore, Terrazzo e Palù, in provincia di Verona - chiederanno l'apertura dello stato di crisi per il settore.

Le mele valgono infatti la metà dello scorso anno: 10-18 centesimi al chilo per la merce "scendipianta" (cioè così come raccolta dall'albero, senza selezione) e solo 1 centesimo al chilo per quella destinata alla trasformazione in succo.

E' il risultato, secondo gli esperti, della sovrapposizione tra la crisi economica generalizzata e gli stock 2008 della mela di montagna, che si sono aggiunti al raccolto 2009 proprio nei primi mesi di commercializzazione della mela di pianura.

La richiesta alla Regione Veneto di aprire lo stato di crisi, ha spiegato in Consiglio il primo cittadino di Zevio annunciando il provvedimento, sarà ufficialmente sottoscritta dai sindaci il primo ottobre prossimo, durante il convegno che a cura dei cinque Comuni che si terrà a Belfiore nell'ambito della locale festa della mela. Obiettivo: capire se ci possano essere strade per uscire dalla profonda crisi che vede i coltivatori vendere sottocosto il risultato delle loro fatiche.

La crisi del comparto coinvolge circa 1.000 aziende agricole, 4-5 mila lavoratori stagionali e il conseguente indotto. Un danno economico non da poco, dunque, per la grande striscia di terreno del Bassa lungo l'Adige, particolarmente vocata per la coltivazione della mela (170.000 tonnellate di produzione annua).

Il sindaco di Zevio ha lanciato anche un forte appello agli agricoltori ad aggregarsi, ad uscire dall'individualismo e unire le forze "perché a Verona la cooperazione è al 20%, mentre a Trento e Bolzano raggiunge il 90%. Là si contano solo quattro uffici commerciali, mentre qui da noi ce ne sono una marea". Il sindaco vede le cooperative come strutture adeguate ad affrontare il mercato, ma anche a programmare e gestire il prodotto con risparmi di scala.

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