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Regione Piemonte chiede al Ministero lo stato di crisi per il mercato di pesche e nettarine

La Regione Piemonte ha richiesto al Ministero delle Politiche Agricole di attivare il fondo per le crisi di mercato per il settore delle pesche e nettarine: lo ha deliberato la Giunta Regionale, facendo riferimento alle procedure previste dall'art. 1 della legge 296/2006 (Finanziaria 2007), compatibilmente con gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato, sollecitando al Ministero la definizione delle modalità operative per concretizzare la misura e poter accogliere le domande di sostegno delle aziende agricole.

L'Assessorato all'Agricoltura, sotto la supervisione dell'Assessore Mino Taricco, ha incontrato ripetutamente nelle scorse settimane le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli e le organizzazioni agricole, per condividere i dati di analisi della situazione e le misure da intraprendere, dopo aver già lanciato, all'inizio di agosto, la campagna di valorizzazione e di sostegno della Pesca Cuneo con accordi a prezzi calmierati con la grande distribuzione.

"Oltre alle iniziative che la Regione stessa si è assunta sul territorio, sin dalle prime avvisaglie della crisi - sottolinea l'Assessore Taricco - ora chiediamo un intervento più strutturale al Ministero, per prendere atto della crisi del settore e attivare tutte le misure possibili che la normativa prevede".

"Seguiremo con attenzione l'iter a livello nazionale, perché la procedura diventi operativa, e possa sostenere le nostre aziende che stanno attraversando una fase molto difficile, in termini di remuneratività e di gestione dell'invenduto. Tenendo conto che le pesche e le nettarine rappresentano per molte aziende frutticole piemontesi il prodotto di maggior peso economico, possiamo capire quanto tali provvedimenti siano necessari a sostenere l'intero comparto".

I dati della crisi
Dai dati forniti dalle organizzazioni dei produttori e dalle organizzazioni professionali agricole regionali, i prezzi del prodotto destinato al mercato del fresco, nella prima parte della campagna, si sono ridotti del 35% rispetto alla media del triennio precedente. Questo fatto, unito all'aumento dei costi di stoccaggio e condizionamento, comporterà una riduzione del prezzo al produttore di circa il 45%.

Le cause sono in parte imputabili alla produzione superiore alla media, per l'andamento climatico favorevole, ma anche alla crisi economica nei Paesi tradizionalmente importatori del nostro prodotto e ai prezzi imposti dalle grandi catene distributive.

Si evidenzia in questo senso lo squilibrio tra distributori e trasformatori da un lato e imprese agricole dall'altro, tanto più rilevante per frutti, quali le pesche, caratterizzati da tempi di conservazione ridotti che impediscono ai produttori di affrontare periodi critici anche brevi.

Per quanto riguarda i frutti destinati alla trasformazione (marmellate, succhi, ecc), la situazione appare ancora più critica: il prezzo di vendita è sceso, in alcuni casi, a un centesimo di euro al chilogrammo, contro i 15 centesimi di prezzo medio nelle precedenti campagne. In Piemonte la produzione di pesche e nettarine è estesa su circa 6000 ettari. Sono attive circa 3000 aziende.

Il Piemonte rappresenta il 9-10% della produzione nazionale, con una produzione pari a 1.450.000 quintali. Oltre il 30% della produzione regionale viene esportato. 

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