Patata del Fucino: 300 agricoltori firmano un esposto per dire no alla concorrenza sleale

Trecento agricoltori della Piana del Fucino (Abruzzo) si sono uniti per dire basta alla concorrenza sleale francese sul fronte del commercio di patate e per chiedere, attraverso un esposto inviato alle alte cariche dello Stato, maggiori controlli sulle industrie locali che acquistano il prodotto importato per lavorarlo.

L'accusa degli agricoltori, riuniti su iniziativa spontanea di tre giovani produttori della zona che hanno dato il via all'iniziativa, è che il nome della patata del Fucino, noto in tutta Italia, venga sfruttato dai commercianti, i quali però, per realizzare gnocchi, fecola, patatine stick usano patate d'importazione, acquistate a minor prezzo.

"I trasformatori dei prodotti agricoli impongono ai produttori del Fucino il prezzo di acquisto dei prodotti", ha spiegato un componente del comitato pro agricoltori Abruzzo, "poi però le rivendono alle catene di distribuzione e, contemporaneamente, acquistano il prodotto grezzo importato dalla Francia, ad un prezzo irrisorio, e lo usano per gnocchi, fecola, patatine stick, che poi rivendono come alimenti prodotti con patate del Fucino. Per questo noi chiediamo maggiori controlli sulle industrie".

A preoccupare maggiormente gli agricoltori è proprio il prezzo delle patate che ormai sta calando vertiginosamente. Oggi un quintale di patate del Fucino viene acquistato a 12 euro, mentre lo scorso anno ne servivano 16. "Noi vogliamo richiamare l'attenzione delle Istituzioni preposte al fenomeno che si verifica in questi giorni", ha continuato l'agricoltore, "chiedendo al più presto maggiori controlli sulla trasformazione dei prodotti e sulle confezione di questi, sulle quali dovrebbe essere riportata la provenienza delle patate utilizzate e non solo il luogo dove sono stati realizzati".

Gli agricoltori comunque non vogliono arrendersi e sono pronti a scendere in campo per una lunga battaglia pur di rivendicare i loro diritti. "Oltre all'esposto, inviato alle più alte cariche governative, siamo pronti a scendere in strada per azioni dimostrative. La prima che faremo, forse già la prossima settimana, sarà a Roma. Regaleremo ai cittadini comuni, nelle vie più importanti della capitale, le patate del Fucino, per far si che assaporandole possano capire la differenza con il prodotto importato dalla Francia".

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