Il mercato russo rimane aperto per la frutta argentina

I servizi fitosanitari russo e argentino sono giunti ad un accordo, a seguito della minaccia da parte della Russia di chiudere i confini all'ingresso dei prodotti ortofrutticoli provenienti dall'Argentina a causa della presenza di valori troppo alti di residui di pesticidi chimici. A partire dal 15 dicembre 2008, gli esportatori che non si conformeranno ai nuovi requisiti imposti in base all'accordo saranno esclusi dalle forniture di merce sul mercato russo.

Da parte loro, le autorità fitosanitarie argentine provvederanno a che ogni singolo esportatore si munisca di una documentazione comprovante i trattamenti chimici subiti dalla merce sia in fase di produzione che di confezionamento.

La Russia rappresenta uno dei principali mercati di esportazione per l'Argentina: durante i primi mesi dell'anno è stata commercializzata merce argentina per un valore di 264 milioni di dollari. Circa il 73% dell'export è costituito da pere, il 27% da limoni e il 18% da mele.

Finché anche la Russia non entrerà nel WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) potrà mantenere i suoi standard sul livello massimo di residui chimici ammessi ad un valore che è 40 volte minore delle concentrazioni consentite, tra gli altri, da Unione Europea e dalla stessa Argentina.


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